Re Nudo, Russo intercettato: «Col mio lavoro posso fare clientelismo quanto voglio»

Il medico legale di Scalea, ora detenuto nel carcere di Cosenza, secondo la procura di Paola farebbe parte di un sistema di corruzione radicato e diffuso nella sanità cosentina 

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di Francesca  Lagatta
18 dicembre 2020
12:45
Mario Russo
Mario Russo

È il 16 febbraio del 2017 e Mario Russo, principale indagato nell'inchiesta giudiziaria "Re Nudo" è a bordo di un'Audi insieme ad altre persone. Mentre loro parlano, le cimici registrano ogni sillaba. Si parla di politica, di voti e di Scalea, discorsi su cui il medico legale finito nelle maglie della giustizia tornerà spesso.

 


L'amico con cui dialoga, persona non indagata, gli chiede: «Che dice il sindaco di Scalea?», che all'epoca dei fatti era Gennaro Licursi, dipendente dell'Asp di Cosenza in seguito arrestato nell'inchiesta Ghost Work per assenteismo. «È un cretino», risponde Russo. «Tu gli hai fatto fare il sindaco», replica l'amico.

Russo: «Scalea è un paese indebitato fino all'osso del collo»

Russo nel 2016 avrebbe voluto forse candidarsi nuovamente alla guida della città, com'era già avvenuto in passato, ma il convolgimento nell'inchiesta antindrangheta Plinius 2 del 2013, da cui ne uscirà comunque scagionato da ogni accusa, ha lasciato un segno indelebile. «Lo so - è la risposta piccata dell'ex primo cittadino - già tengo tutti questi problemi, che facevo mi mettevo addosso la Dda? Ma che me ne f***e a me? Ma poi, parliamoci chiaro, fai il sindaco di un paese indebitato fino all'osso del collo, deve dare soldi a tutti, la gente ti assale. La gente ti assilla, io mi sto scialando la vita mia!».

Russo: «Con le patenti ho una fetta di...»

L'amico non demorde e replica: «Attento a questo scemo», sempre facendo riferimento a Licursi. È qui che Russo eplicita il suo modus operandi: «Io 'mo la politica la farò così, per sfizio, in un paese dove tu non puoi dare risposte, non a Scalea, non in Italia. La gente è convinta che deve essere assunta.

 

Ma grazie a Dio io nel mio lavoro mi sono fatto una posizione, in cui posso fare clientelismo quanto voglio. Io con la commissione Invalidi ho una fetta di... le patenti... di fare piaceri alla gente in maniera diversa, no? Che posso fargli perché se gli tocca a uno nei limiti... non è che ti posso dare l'accompagnamento, però voglio dire ci sono situazioni al limite».

 

«Puoi manovrare», asserisce una terza persona che si trova in auto con loro. «Dove puoi manovrare - risponde Russo -, dove ti puoi fare un discreta cerchia».

Russo: «Mai esistito il voto di opinione»

La conversazione continua. «La gente oggi ti vota o per simpatia o per bisogno - spiega Russo ai suoi interlocutori -. Il voto di opinione da noi non è mai esistito. Io grazie a Dio ispiro simpatia. Sono uno che non sono antipatico. Vaff****** il voto, mi è antipatico, no?

 

Anzi se mi fermo al bar la mattina dato che sono uno che pago, ci devo lasciare la carta di credito per la ruota che faccio, no? A quello là che viene e mi dice "Per favore gliela fai la patente a mio figlio che è a Milano?", gli faccio vedere che gli faccio chissà quale piacere e gli rinnovo la patente, oppure l'invalidità. Quindi io con il mio lavoro riesco a soddisfare bisogni».

Russo: «Ho ancora peso elettorale»

La conversazione va avanti senza sosta ed emergono sempre più particolari. È sempre Russo a parlare. «Dopo 8 anni mi sono riparlato con Sandro Bergamo (ex parlamentare di Scalea, ndr), siamo stati a cena insieme, venerdì prossio dobbiamo andare a cena insieme di nuovo, capito? Quindi il mio nome è ancora spendibile.

 

Cioè io a Scalea, se decido di prendere un cretino come Giuseppe Aieta e gli faccio fare il primo eletto, ad uno stupido (che in dialetto definisce ciuoto, ndr) come Licursi gli faccio fare il sindaco, quindi significa che io a Scalea ho ancora un peso elettorale, no? E considera che Aieta l'ho avuto 8,9 mesi dopo Plinius, quando io ancora non sapevo se ero ancora indagato, non idagato e quindi non mi potevo esporre».

Russo: «A Scalea sono il più bravo»

Russo sembra cosciente del suo peso politico e facendo anche un confronto con i "colleghi" Basilio Ferrari e Roberto Perrotta di Paola, che stima, tira le somme: «A Scalea non ci sono personaggi di caratura che mi possono superare. Cioè politicamente io sono, senza presunzione, il più bravo. Quindi posso far pirovere e nevicare. Mettermi a fare il sindaco cosa avrebbe significato?». A supporto di ciò che dice, Russo spiega come riesca ancora a muovere i fili in tutto il circondario: «A Barbara (Mele, sindaco di San Nicola Arcella, ndr) non l'ho fatta candidare - senza specificare a quale competizione si riferisca -. Quando ho capito che Licursi scherzava, gli ho detto "Fermati, perché questo ci frega", e non l'ho fatta candidare».

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