Reggio, ancora anziani assembrati in attesa del vaccino: «Trattati come bestie»

Davanti alla sede del Consiglio regionale, sede di somministrazione del siero, ieri di nuovo file e calca. Necessario l'intervento delle forze dell'ordine per calmare gli animi (ASCOLTA L'AUDIO)

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di Elisa Barresi
6 marzo 2021
07:22
Gli assembramenti davanti al punto vaccinale
Gli assembramenti davanti al punto vaccinale

Giornata nera per la vaccinazione a Reggio Calabria. Dopo il Gom, ieri, ennesima scena di anziani assembrati per ottenere la vaccinazione al Consiglio regionale. Nel  pomeriggio una nuova calca di persone si è assembrata al palazzo Campanella dove è stato necessario l’intervento delle forze dell’ordine.

Ancora una volta il sistema è in tilt a nulla sono valse le rassicurazioni. Il sistema di prenotazione continua a non funzionare e a confermarlo sono i diretti interessati. Gli anziani reggini questa volta si sono presentati sotto prescrizione del medico di base ma non è servito. Si sono sentiti rinviati di giorno in giorni fino ad arrivare a fare il passo indietro fatale: si è tornati al foglietto del “chi arriva prima”. Così, tra chi è stato dirottato a Scilla, dove ha ricevuto un due di picche perché i vaccini sarebbero terminati (disponibili solo le dosi per i richiami), chi è stato lasciato in attesa per ore e chi non aveva alcuna prenotazione si è creata una nuova ressa. Assembramenti, nervosismo e indignazione hanno reso necessario l’intervento delle forze dell’ordine per calmare gli animi e riportare tra anziani e accompagnatori un minimo di ordine.


«Ho 85 anni e il mio medico mi ha garantito che se venivo all’orario stabilito sarei stata vaccinata – ci racconta un’anziana in fila da ore – e invece adesso mi dicono che non risulto prenotata da nessuna parte». Ma le storie si inseguono e dall’indignazione monta la rabbia: «Siamo trattati come bestie altro che terzo mondo, qui nessuno sa dirci cosa dobbiamo fare». Ma in tutto questo scenario che mescola in un unico calderone, senza sicurezza o percorsi dedicati, anziani, vigili del fuoco e forze dell’ordine ci sono realtà che non possono essere celate.

«Io ho 87 anni e mio marito ha l’alzheimer – ci racconta una signora in lacrime – ho avuto la prenotazione del medico di base, non riesco a gestirlo quindi non lo avrei mai portato se non avessi avuto la sicurezza che sarebbe stato vaccinato e invece arrivo qui e prima mancano i vaccini, poi non trovano la prenotazione, insomma una scusa dietro l’altra per poi rimandarci a casa. Tutto questo non è giusto».

Che ci sia ingiustizia in tutto questo è la sola certezza che abbiamo, perché sull’altare della velocità si stanno sacrificando persone, uomini e donne anziani e malati che dopo la paura del covid, dopo essere rimasti chiusi per tutelarsi dal virus per loro letale, si trovano qui, esposti e abbandonati da chi invece doveva metterli in sicurezza.

Giornalista
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