Reggio Calabria, bancarotta ed estorsione: tre arresti e sequestri per 5 milioni di euro

VIDEO | Le indagini hanno accertato l'esistenza di un sodalizio criminale che ometteva sistematicamente di onorare i propri debiti attraverso società "schermo" e contratti simulati

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di Redazione
16 luglio 2021
08:38

I militari del Comando rovinciale della Guardia di Finanza di Reggio Calabria hanno eseguito la misura cautelare personale degli arresti domiciliari nei confronti di tre persone e il sequestro preventivo finalizzato alla confisca di quote e patrimonio aziendale di altrettante società, operanti nel capoluogo reggino, nel settore della distribuzione, nonché delle disponibilità economiche e patrimoniali dei 6 indagati fino alla concorrenza di 5.292.384,20 euro per i reati di bancarotta fraudolenta aggravata, estorsione aggravata, omessa dichiarazione, occultamento o distruzione di documenti contabili e sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte.

Le investigazioni, eseguite dalla Compagnia Reggio Calabria e coordinate dalla locale Procura della Repubblica, diretta dal procuratore Giovanni Bombardieri, hanno permesso di accertare l’esistenza di un sodalizio criminale, composto dai tre arrestati, che, in concorso con altri soggetti, e secondo un modus operandi delittuoso, fraudolento e ben definito, omettevano sistematicamente di onorare i propri debiti (nei confronti dei creditori, dei lavoratori e dell’erario) attraverso delle società “schermo”. Le aziende, aventi simile oggetto sociale e facenti capo agli indagati, erano intestate a prestanome, spesso reclutati tra i dipendenti delle stesse.


I responsabili onoravano i propri debiti solo inizialmente e si tutelavano dalle azioni creditorie attraverso contratti simulati che consentivano loro di occultare la reale proprietà dei beni aziendali. Una volta fatte fallire le società, costituivano nuove realtà aziendali, in assoluta continuità con le precedenti (stesso oggetto sociale, stesse sedi, stessi dipendenti), ove facevano confluire le risorse patrimoniali fraudolentemente celate.

Agli indagati, inoltre, sono state contestate condotte estorsive a danno dei dipendenti, costretti a ricevere una retribuzione inferiore rispetto a quella presente in busta paga, dietro implicita minaccia di licenziamento.

Il gip del Tribunale di Reggio Calabria, Diletta Gobbo, su richiesta della Procura della Repubblica, sotto la direzione del procuratore aggiunto Gerardo Dominijanni e con il coordinamento del sostituto procuratore Andrea Sodani, ha emesso un’ordinanza di applicazione di misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti di due soggetti reggini (C.A., cl. ’70, C.A.C., cl. ’76) e uno messicano (M.I.F.V., cl. ‘72) nonché il sequestro preventivo finalizzato alla confisca di quanto sopra indicato.

ll provvedimento cautelare eseguito evidenzia la costante azione della Guardia di Finanza nella ricerca e repressione dei più gravi crimini di matrice economico – finanziaria e nell’aggressione dei patrimoni illecitamente accumulati, nel cui ambito il Corpo persegue obiettivi di contrasto ai reati fallimentari, allo scopo di restituire quanto dovuto a tutti i creditori delle società fatte fallire illegalmente.

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