Sanita’ e disservizi

Reggio Calabria, chiama il 118 per una brutta caduta della nonna ma l’ambulanza c’è solo dopo quasi 2 ore

Disavventura per un giovane e l'anziana parente che si sono sentiti dire dall'operatore che non vi erano mezzi disponibili. Quando è stato comunicato l'invio dei sanitari sul posto, la donna era già stata portata in ospedale con un'auto (ASCOLTA L'AUDIO)

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di Redazione
23 gennaio 2022
08:38

La nonna cade e batte la testa, il nipote – in casa con lei – chiama subito il 118. Ma dall’altra parte del telefono l’operatore non può fare altro che rispondere: «Al momento non abbiamo ambulanze disponibili».

È quanto si è verificato nel pomeriggio di ieri a Reggio Calabria, dove una donna è caduta in casa procurandosi una ferita dalla quale è iniziato a fuoriuscire parecchio sangue. Il giovane nipote, allarmato per la scena presentatasi ai suoi occhi, ha immediatamente avvisato il 118, richiedendo l’invio di un’ambulanza al fine di poter soccorrere la nonna. Come troppo spesso accade ormai da tanto tempo, però, non vi era alcun mezzo disponibile.


Tamponata la situazione con del ghiaccio applicato sul volto, per alleviare un po’ le conseguente della ferita, i parenti dell’anziana si sono precipitati da lei e con l’aiuto di alcuni vicini di casa l’hanno caricata sull’autovettura di famiglia e trasportata al vicino Gom.

Qui, la donna è stata presa in carico dal personale che ha prestato le prime cure, per poi sottoporla ad accertamenti mirati a scongiurare possibili danni di tipo neurologico conseguenti alla brutta caduta con trauma annesso.

E così, mentre la chiamata per il 118, secondo quanto raccontano i parenti, è partita intorno alle 14.38, il centralino ha richiamato il giovane solo alle 16.20 circa, per comunicare l’invio dell’ambulanza nel luogo richiesto. Ma era già molto tardi e la donna ferita era stata trasportata già da un pezzo al pronto soccorso cittadino.

Una vicenda come ne accadono diverse giornalmente. E la responsabilità – sia chiaro – non può essere in alcun modo addebitata agli operatori del 118 che lavorano in condizioni decisamente precarie, fra carenze d’organico e strutturali. Così come non è possibile pensare che le colpe possano ricadere sull’attuale gestione dell’Asp. Quello del 118 è infatti un problema atavico, noto e desolatamente cronico per il territorio di Reggio Calabria. Ma è forse giunto il momento di cominciare a pensare di porre serio rimedio a tutto questo.

Perché nel caso della signora, la caduta non pare abbia prodotto conseguenze troppo serie, ma sfortunatamente non per tutti è così. Ed a volte anche qualche minuto in meno o in più può fare la differenza.

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