Reggio Calabria, tentata rapina all'ufficio postale del quartiere Rosalì: tre arresti

VIDEO | Le indagini sono state eseguita dai carabinieri e hanno permesso di identificare gli ultimi tre uomini del gruppo che avevano pianificato il colpo dell'1 ottobre 2019 nel quartiere della città dello stretto

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di Redazione
2 febbraio 2021
10:11

I carabinieri della compagnia di Palmi, con il supporto in fase esecutiva di personale dello Squadrone eliportato cacciatori Calabria e del Nucleo cinofili di Vibo Valentia, hanno dato esecuzione a 3 misure di custodia cautelare emesse dal tribunale di Reggio Calabria nei confronti di soggetti, ritenuti responsabili, a vario titolo, della partecipazione alla tentata rapina commessa ai danni dell’ufficio postale di Rosalì, quartiere di Reggio Calabria, l’1 ottobre 2019. L’attività investigativa in esame ha permesso di completare l’intero quadro indiziario a carico di tutti i responsabili della tentata rapina commessa all’ufficio postale di Rosalì per 7 pregiudicati, di cui 4 già tratti precedentemente in arresto nell’ambito dell’operazione Organetto dell’ottobre 2020.

L’indagine, coordinata dalla procura della Repubblica di Reggio Calabria, diretta dal procuratore Giovanni Bombardieri, dal vicario Gerardo Dominijanni e dal sostituto Domenico Cappelleri, e condotta dai militari della sezione operativa della compagnia di Palmi, ha permesso di accertare il ruolo di Antonio Leonello classe 67 detto Rocco alias U Bucculu, Francesco Trefiletti classe 1992 alias Ciambra/Cicciareju, Giuseppe Oliveri classe 1991 alias Pergola, nelle fasi preparatorie ed esecutive della rapina all’ufficio postale, in occasione della quale militari della compagnia di Reggio Calabria, riuscirono a trarre in arresto in flagranza di reato tre dei materiali esecutori.


Fondamentale si era mostrato, nella circostanza, il tempestivo intervento, di un graduato dell’Arma, in servizio alla stazione carabinieri di Reggio Calabria – Principale, che si trovava all’interno della filiale, e libero dal servizio, avuta contezza della commissione del delitto, contattò prontamente il 112 – subendo anche una colluttazione con uno dei malviventi, al fine di evitarne la fuga, riportando lesioni guarite in 125 giorni.

In particolare, Trefiletti, apice del gruppo, si era premurato di trovare gli uomini ed i mezzi per l’esecuzione della rapina, dimostrando particolare cautela anche durante le conversazioni telefoniche intercettate dai carabinieri, nelle quali, nel tentativo di depistare gli eventuali investigatori in ascolto, utilizzava sempre un linguaggio criptico come quando, ad esempio, dava disposizioni per le fasi esecutive della rapina facendo riferimento a rinnovi di patenti di guida presso un inesistente medico di Reggio Calabria.

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