Nominata la nuova responsabile dell'anticorruzione. E siamo a tre

L'incarico alla funzionaria regionale Giovanna La Terra, che fu travolta nel 2008 dallo scandalo degli stipendi d’oro scoppiato nel Comune di Gioia Tauro. Prima del suo arrivo, due addii “problematici” da parte di chi l'ha preceduta

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di Luana  Costa
4 febbraio 2019
21:07

La Regione Calabria ha un nuovo responsabile dell'anticorruzione. La nomina è arrivata durante la riunione di giunta convocata nella giornata di oggi alla Cittadella e a ormai tre mesi di distanza dalle dimissioni della precedente funzionaria, Francesca Palumbo, che nel novembre scorso aveva rassegnato le proprie dimissioni denunciando "oggettive difficoltà nell'applicazione del piano regionale anticorruzione e gravi criticità nella rotazione del personale dirigente alla Regione Calabria". La scelta dell'esecutivo è ricaduta su Giovanna La Terra, 60 anni di Polistena, funzionaria regionale che lo scorso giugno era stata nominata ad interim alla direzione del settore Formazione e Sviluppo delle Risorse Umane. 

 

 I precedenti

Sarà lei a sedere adesso su una poltrona delicata quanto scomoda considerati i tristi epiloghi dei predecessori. Francesca Palumbo era stata, infatti, nominata a seguito di un avviso di selezione interno e rivestiva un doppio incarico, essendo anche dirigente della Segreteria di Giunta. Il doppio carico di lavoro e la scarsa collaborazione garantita dai settori regionali nell'applicazione pedissequa delle norme anticorruzione l'hanno, infine, costretta alle dimissioni. Ancora più emblematico il caso di Maria Gabriella Rizzo, 57 anni, finita agli arresti domiciliari con l'accusa di corruzione lo scorso ottobre nell'ambito di un'inchiesta istruita dalla Guardia di Finanza di Catanzaro denominata "È dovere".

 

Gli stipendi d'oro al Comune di Gioia Tauro

E pure la neo nominata responsabile dell'anticorruzione, Giovanna La Terra, non vanta trascorsi pacifici. Dirigente al Comune di Gioia Tauro, fu travolta nel 2008 nello scandalo denominato "Stipendi d'oro". Il caso fu sollevato da un'ispezione disposta dal ministero dell'Economia e delle Finanze che poi confluì nella relazione Bochicchio. La dirigente, all'epoca responsabile del settore Politiche Sociali, fu accusata assieme ad altri funzionari del municipio della Piana di indebite percezioni delle retribuzioni relative alle posizioni dirigenziali nell'arco di tempo dal 2000 al 2006 e, poi, costretta a restituire le somme. 

 

 

Luana Costa

 

 

 

 

Giornalista
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