A Rende nasce la Rete territoriale antiviolenza

Protocollo d'intesa sottoscritto dal sindaco Marcello Manna e dai delegati del Centro Roberta Lanzino. Presto una task force territoriale dalla parte delle donne

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di Salvatore Bruno
2 marzo 2020
19:07

Siglato a Rende il protocollo d’intesa per la costituzione della Rete territoriale antiviolenza tra l’amministrazione comunale guidata da Marcello Manna e Chiara Gravina, delegata del centro Roberta Lanzino.

La rete di sostegno

«Il nostro municipio – ha affermato il sindaco - ha da poco sottoscritto, unico nella provincia di Cosenza, il Patto dei comuni per la parità di genere e contro la violenza sulle donne che prevede negli undici punti da perseguire proprio quella di promuovere, favorire e sostenere i centri antiviolenza, le case rifugio e le reti di sostegno alle donne per sviluppare una reale azione di accoglienza e messa in protezione in sinergia con tutte le realtà, istituzionali e non, presenti sul territorio».

Coordinamento permanente

«Abbiamo dunque colto l’appello lanciato dal centro Lanzino – ha poi sottolineato Marcello Manna - il solo nella provincia di Cosenza ad aderire alla rete nazionale Dire (Donne in Rete) con la quale costituiremo un coordinamento permanente, le cui finalità verranno attuate attraverso un tavolo tecnico di concertazione per creare una rete di protezione per le vittime di violenza e fare in modo che tutti i soggetti coinvolti nella task force territoriale, adottino un protocollo d’intervento unico. In quanto comune capofila del progetto, Rende si farà garante di far sottoscrivere l’accordo agli enti che dovranno essere parte attiva di tale processo».

Sinergia con altri enti

La rete sarà composta, oltre che dalle attiviste del Centro antiviolenza Roberta Lanzino e dal comune di Rende, anche da Prefettura, personale sanitario e socio-sanitario delle strutture sanitarie presenti sul territorio, forze dell’ordine, Procura della Repubblica, ufficio scolastico provinciale di Cosenza, enti pubblici o privati, case rifugio e d’accoglienza presenti sul territorio nonché associazioni che ne vorranno fare parte in quanto erogatrici di servizi a supporto e protezione delle donne.

Spazi pubblici disponibili

«Metteremo a disposizione gli spazi comunali necessari agli incontri con gli altri enti – ha concluso il sindaco - Si deve agire subito e sostenere le azioni necessarie a determinare quel cambiamento culturale volto a garantire il processo di autodeterminazione da parte delle donne».

Giornalista
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