Rende, da oggi scuole aperte: genitori sul piede di guerra per le classi pollaio

VIDEO | Suona la campanella dopo che il Tar ha sospeso l'ordinanza del sindaco Manna. In molti però non hanno voluto che i figli tornassero tra i banchi perché le classi non sono state sdoppiate e non è garantito il distanziamento

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di Emily Casciaro
14 dicembre 2020
11:52

Fiocchi e zaini sono ancora appesi davanti al comune, ma da oggi a Rende la campanella è suonata, dopo che il Tar Calabria  ha accolto il ricorso presentato da un gruppo di genitori con la sospensione immediata dell’ordinanza del sindaco Manna. Oggi si è tornati a scuola, insomma, in zona gialla, per circa 8 giorni, prima delle vacanze di Natale e le mamme non nascondono qualche preoccupazione. «Credo che non fosse opportuno per così pochi giorni ritornare a scuola in una situazione comunque a rischio – ci dice una mamma all’ingresso dell’istituto di villaggio Europa -.  Mio figlio oggi è rientrato, ma perché con tutti i genitori della classe abbiamo deciso di riprendere le lezioni e non mi sembrava opportuno lasciarlo a casa».

 


Il problema delle classi pollaio

Non tutti però oggi sono tornati a scuola. Alcune classi dell’istituto comprensivo di Quattromiglia non sarebbero ancora state sdoppiate, per cui – mancando le distanze di sicurezza in aula - i genitori non hanno mandato i bambini in classe. Un bel problema quello delle classi pollaio che, stando a quanto ci dicono i genitori, non sarebbe stato risolto per cui ci sarebbero ancora classi di 23 a volte 25 bambini dove non sarebbe garantito il metro di distanza. Purtroppo non è stato possibile parlare con la dirigenza, né avere notizie dettagliate in merito dal personale della scuola, per cui prendiamo per buono quello che dicono le mamme che hanno anche scritto una lettera di chiarimenti al sindaco.  Intanto, proprio oggi, alcune classi sdoppiate sono state spostate in alcuni locali commerciali su via Verdi, ampi spazi ma senza finestre, ed anche in questo caso con qualche lamentela dei genitori. «Non è stato possibile interloquire né confrontarci con la dirigenza per vedere questi nuovi spazi. Stamattina abbiamo accompagnato i nostri figli e non ci hanno fatto neanche entrare per vedere dove avrebbero fatto lezione. Crediamo sia mancanza di trasparenza».

Giornalista
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