Lucano, Fiorello e la fiction della discordia: «Si chiuda l'indagine prima possibile»

Il sindaco e l'attore insieme a Roma tornano sul blocco imposto dalla Rai del film Tutto il mondo è paese. «Nessuna censura, Mimmo ne uscirà pulito»

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di Ilario  Balì
13 settembre 2018
20:46

«Chiudiamola prima possibile per togliere dalle spalle di quest’uomo una zavorra che gli sta pesando tantissimo. Sono certo che ne uscirà pulito. Anche Riace si sentirà più libera». E’ l’appello lanciato da Beppe Fiorello alla Procura che sta indagando su Mimmo Lucano, accusato di truffa aggravata e concussione dai magistrati di Locri in relazione alla gestione dei progetti di accoglienza. L’attore siciliano ha partecipato oggi insieme al primo cittadino ad un incontro pubblico a Cinecittà organizzato dalla Calabria Film Commission, a pochi giorni dal j’accuse a colpi di tweet sul blocco della Rai alla fiction da lui interpretata e liberamente ispirata alla storia di Lucano. «La Rai non censura nulla – ha precisato Fiorello - Ricordo che ci furono delle discussioni accese che fecero slittare di qualche tempo la messa in onda di altre mie produzioni. Ma non ho mai parlato di censura in relazione alla fiction. A questo progetto ci ha creduto l’ad uscente, e la Rai aspetta solo la fine di questa inchiesta su Mimmo per poter trasmettere la fiction».
Tutto il mondo è paese, diretta da Giulio Manfredonia per Picomedia, Ibla Film e Rai Fiction, è ispirata al modello di accoglienza e integrazione della cittadina di Riace e al suo sindaco Mimmo Lucano, che Fortune ha inserito tra le 40 persone più influenti al mondo. «Il film non ha impronta politica – ha aggiunto “Fiorellino” - e non vuole condizionare alcuna ideologia. E’ solo una fiction. Sarà una storia commovente e toccante. Mi auguro di vederla presto in tv».
Quando si chiedono i diritti per raccontare la propria storia personale, la persona che li detiene dovrebbe percepire un compenso. «Non ho voluto nulla – ha rimarcato Lucano – i soldi non mi interessano. Sono un sindaco povero e orgoglioso di esserlo». Sull’indagine che lo vede coinvolto, il sindaco riacese non si è nascosto: «Più si fa chiarezza, meglio è. La mia preoccupazione più forte sarebbe deludere le persone che hanno creduto in me e tutti quelli che hanno lavorato alla realizzazione di questo film. Per Riace è stato un mese bellissimo».
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