Lieto fine

Rianimano una 77enne dopo una brutta caduta dalle scale, i due angeli del salvataggio di Scalea: «Non siamo eroi»

Lei infermiera, lui educatore sportivo, Vittoria Capobianco e Matteo Arieta si stavano allenando in palestra quando sono stati attirati dalle urla strazianti provenienti da fuori. Grazie alle manovre di primo soccorso hanno salvato una turista campana che non dava più segni di vita

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di Francesca  Lagatta
20 giugno 2024
11:42
Vittoria Capobianco e Matteo Arieta
Vittoria Capobianco e Matteo Arieta

Vittoria Capobianco e Matteo Arieta sono i due ragazzi che qualche giorno fa, a Scalea, si sono resi protagonisti di un salvataggio eroico che ha riempito le colonne dei giornali. Mentre si trovavano nella palestra di cui lui è titolare, sono stati attirati da urla strazianti e, una volta constata la presenza di una donna esanime sulle scale, hanno praticato senza esitare le manovre salvavita. La donna è quindi tornata cosciente dopo qualche minuto e l'attesa per l'arrivo di un'ambulanza e di un elicottero del 118 sul posto è sembrata meno drammatica. Successivamente, la malcapitata è stata affidata alle cure dei sanitari e trasportata all'ospedale Annunziata di Cosenza.

Eroi per caso

Vittoria e Matteo sono due amanti dello sport e della vita sana. Lei, infermiera professionista, nel tempo libero si allena, lui dirige due palestre, di cui una che sorge a pochi metri dal luogo dell'incidente. Quella mattina si trovavano entrambi lì, quando le loro attività motorie sono state interrotte dalle urla disperate di chi aveva assistito alla drammatica scena della caduta. La donna, che si stava recando al primo piano dello stabile, era riversa a terra, sanguinante e priva di sensi. Così, tra il terrore generale, Vittoria e Matteo, senza esitare, hanno messo in pratica tutto ciò che hanno imparato per esigenze lavorative durante i corsi salvavita, assumendosi la responsabilità della vita di un'altra persona senza battere ciglio.


Mentre lui praticava il massaggio cardiaco, lei afferrava il kit delle emergenze contenuto in un borsone che le hanno regalato per la festa di laurea e da cui non si separa mai, tirando fuori gli attrezzi del mestiere. Dopo pochi ma interminabili minuti, la donna ha ripreso conoscenza e quando l'ambulanza e l'elicottero del 118 sono arrivati sul posto circa venti minuti dopo, la paziente era provata ma viva. Successivamente è stata trasferita all'ospedale Annunziata di Cosenza, dove ha ricevuto le cure del caso.

Corsi di manovre salvavita obbligatori

La notizia ha fatto subito il giro del circondario e sui social i due giovani sono stati definiti eroi: «No, non lo siamo - dice Vittoria ai nostri microfoni -, siamo semplicemente persone che mettono in pratica ciò che conoscono. Io lo faccio per lavoro tutti i giorni, così come tanti miei colleghi». Prestare aiuto a chi ne ha bisogno dovrebbe essere la cosa più naturale del mondo.

«Condivido il pensiero di Vittoria - le fa eco Matteo -. Il primo soccorso è fondamentale, potresti salvare la vita di un amico, di un collega, di chiunque. Io i corsi di manovre salvavita li renderei obbligatorie». A tal proposito, ora i due ragazzi sognano di poter trasformare questa brutta esperienza in speranza e convincere le istituzioni e l'opinione pubblica che tutti debbano avere la possibilità di imparare, per quel che è possibile, a salvare una vita umana.

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