Errori e scelte sbagliate, ora è allarme: anche la Calabria rischia di pagare il conto con i contagi

Si potrebbero vedere proprio in questi giorni gli effetti dei rientri di migliaia di persone dal Nord nei giorni scorsi dalle zone focolaio dell'epidemia da Covid-19. E nelle scorse ore stazione di Milano nuovamente affollata. Destinazione: il Sud

di Manuela Serra
14 marzo 2020
11:05

«Scelte sbagliate nel corso nel week-end». Così il presidente dell'Istituto superiore di sanità Silvio Brusaferro ieri nel corso della conferenza stampa della Protezione civile convocata per fare il punto sui casi positivi al coronavirus in Italia ha lanciato l'allarme parlando di probabili significativi aumenti di contagi nel Centro-Sud nel fine settimana, conseguenza dell’esodo che si è verificato nei giorni scorsi dal Nord verso le regioni meridionali appena prima che il decreto del presidente del Consiglio Conte entrasse in vigore e “bloccasse” gli spostamenti.

«È una follia – aveva detto all’indomani dell’esodo della settimana scorsa la presidente della Regione Calabria Jole Santelli - Siamo preoccupati e a lavoro senza sosta per preservare la nostra terra da chi non ha ben compreso la gravità del rientro senza controllo. Ritornare dal Nord in modo incontrollato mette in pericolo la nostra terra e gli affetti di tutti. Non fatelo. Fermatevi! È evidente che una sanità come quella calabrese, vessata da anni da tagli selvaggi, non è in grado di reggere una situazione di totale emergenza».

E considerati i tempi di incubazione del virus (tra i 4 e i 7 giorni) sono proprio queste le ore che più preoccupano le regioni del Sud. La Calabria, che allo stato attuale registra circa 50 casi positivi, ora teme che la situazione possa precipitare da un giorno all’altro, da un’ora all’altra. Si teme una bomba emergenziale.

Altro esodo nelle ore scorse

E mentre gli aeroporti chiudono garantendo solo i voli di emergenza, le stazioni rimangono ancora aperte. E una corsa ai treni, seppur in misura minore - come riporta l'edizione Milano di Repubblicasi è registrato anche nella serata di ieri alla stazione centrale di Milano. Nessuna preoccupazione per i viaggiatori. Solo un fine: tornare al Sud e lasciarsi alle spalle i focolai dell'epidemia, probabilmente ignari del fatto che forse sono portatori di quel virus che potrebbe mettere in ginocchio un'intera regione.

La presidente della Regione dalla sua pagina facebook fa sapere di «aver sentito il Prefetto di Catanzaro che mi ha rassicurata sulla rete dei controlli che saranno capillari, ai fini della prevenzione del contagio». E raccomanda «a coloro che in queste ore hanno fatto ritorno, raccomando di rispettare il periodo di quarantena e di comunicare immediatamente la propria presenza in Calabria alle autorità sanitarie locali e attraverso il sito».

Trenitalia inoltre fa sapere che è stata allertata la Polfer che presidierá le stazioni di Reggio Calabria- Villa San Giovanni, Lamezia e Paola.

I rientri in Calabria

Sul sito della Regione Calabria le persone che si sono auto segnalate secondo l’ultimo bollettino diramato sono poco più di 5mila. Un numero certamente troppo basso rispetto al numero reale delle persone che sono arrivate in Calabria nell’ultima settimana.  «Il numero potrebbe essere triplicato»  - ha dichiarato anche la presidente Santelli negli ultimi giorni.

Una situazione che ha destato e desta ancora più preoccupazione anche alla luce dei ritardi nelle comunicazioni Regione-Asp-Comuni delle persone rientrate dalle zone dove si sono concentrati i focolai. Solo dalle ultime 48 ore i sindaci infatti stanno inziando a ricevere i nominativi delle persone rientrate dal Nord e dunque a emettere le ordinanze di quarantena obbligatoria.

400 posti di terapia intensiva

E nelle regioni meridionali è corsa contro il tempo per prepararsi a gestire eventuali numeri importanti di persone contagiate. La presidente Jole Santelli ha approvato nei giorni scorsi il piano che prevede l’attivazione di 400 posti letto di terapia intensiva e subintensiva per tutta la Regione.

90 saranno attivati nelle strutture di Cosenza, Castrovillari, Rossano, Cetraro, Azienda Ospedaliera Pugliese Ciaccio di Catanzaro, Mater Domini di Catanzaro, Lamezia, Crotone, Reggio Calabria, Polistena e Vibo Valentia. Ulteriori 310 posti verranno così attivati: 110 nell’area nord nelle strutture di Paola, Rogliano e Rossano, 100 posti per l’area centro nelle strutture di Germaneto e Tropea. Nell’area sud saranno attivati 100 posti, nelle strutture di Gioia Tauro, Locri, Melito Porto Salvo.

Le stutture Covid

Nella provincia catanzarese invece sono stati individuati i due poli sanitari Covid destinati ad accogliere i pazienti nell'ipotesi di un aumento della diffusione del virus. Si tratta del presidio ospedaliero di Lamezia Terme e il policlinico universitario Mater Domini a Catanzaro. Il primo metterà a disposizione tre piani mentre il secondo un intero padiglione, quello C, attualmente vuoto e inutilizzato.

In Calabria il farmaco che dà speranza

Intanto è arrivato anche in Calabria il farmaco in fase sperimentale che avrebbe effetti benefici sui pazienti affetti da coronavirus. Il “tocilizumab”, è prodotto dall'azienda farmaceutica Roche, ed è nato per curare l'artrite reumatoide e si è scoperto essere in grado anche di ridurre i problemi polmonari dei soggetti colpiti dal covid-19. Il farmaco sarà disponibile per tutti gli ospedali della Calabria.

Giornalista
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