Rifiuti, a Reggio si lavora a nuovo bando e si chiede intervento dell’esercito in 4 quartieri

VIDEO | Probabilmente a fine estate l’individuazione del nuovo gestore. Intanto massimo impegno per il controllo sul territorio

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di Anna Foti
6 luglio 2021
20:35

Definito il percorso del bando per l’assegnazione del servizio di raccolta di rifiuti a Reggio Calabria al nuovo gestore che andrà a sostituire Avr, il cui regime di proroga dovrà dunque protrarsi almeno fino a fine estate. Sarà pertanto necessaria una nuova riunione in Prefettura per un ulteriore prolungamento del servizio di Avr, rispetto a quello già accordato fino al prossimo 31 luglio.

Al termine dei quattro anni più uno opzionale previsti nel bando, Castore, società in house del Comune reggino che sta continuando ad espletare tutte le attività propedeutiche alla gestione del servizio, potrebbe subentrare. Sarà determinante, tuttavia, quello che accadrà in seno all’Ato. Si sta lavorando, infatti, al Piano d’ambito in cui sarà previsto un gestore unico a cui saranno affidate tutte le fasi del ciclo dei rifiuti, compresa la raccolta, su tutto il territorio metropolitano. Sarà necessario allora individuare questo gestore unico che potrebbe essere anche Castore, «la cui ipotesi è certamente ancora in piedi», ha assicurato l'assessore comunale all'Ambiente, Paolo Brunetti.


Il nuovo bando per la raccolta

Raccolta stradale nelle zone collinari e pedemontane, un sistema misto in alcune aree della Città e altri accorgimenti sul fronte della stessa raccolta differenziata, tra gli interventi inseriti nel nuovo bando. «Nell'ottica di aumentare la percentuale della raccolta differenziata, unica via da percorrere, e di raggiungere quel 65% previsto dalla normativa, abbiamo proceduto con alcune correzioni al sistema porta a porta, che non rinneghiamo e che riteniamo essere stato ed essere ancora utile come esperienza per capire come migliorare e ottimizzare il servizio. Abbiamo previsto, ad esempio per grandi utenze come i condomini, la dotazione di cassonetti intelligenti o cassonetti con chiavetta gravitazionale, in modo da superare l’esposizione dei singoli mastelli e quegli imponenti accumuli. Abbiamo ragionato anche sulle compostiere di prossimità o di comunità che ci permetteranno di efficientare la raccolta del rifiuto organico, che presenta delle criticità e che specie d’estate produce notevoli disagi.

Tale soluzione ha il pregio di prevedere lo smaltimento in loco dello stesso rifiuto organico, con il compost prodotto da utilizzare nelle adiacenti aree disponibili. Inoltre l'acquisto di queste compostiere di prossimità e dei cassonetti intelligenti non graverà sulla Tari ma, con i dovuto tempi tecnici, sui fondi React Eu, essendo state già approvate le schede proposte. E ancora, stiamo lavorando per individuare delle aree da destinare a ecostazioni, da non confondere con le isole ecologiche. Si tratta di aree in cui la cittadinanza potrà conferire solo il rifiuto differenziato. Con il dirigente dell'ufficio Ambiente Domenico Richichi stiamo lavorando per elaborare un meccanismo sperimentale di premialità che, attraverso un punteggio assegnato in ragione del conferimento, consentirà alla cittadinanza virtuosa di fruire gratuitamente di servizi comunali o in partenariato con privati, ad esempio ingressi gratuiti al teatro oppure il ticket per il parcheggio. Entro l’estate confidiamo di attivare uno o due ecostazioni. Un percorso sperimentale che intendiamo avviare anche nella prospettiva futura nella Tarip – Tassa sui Rifiuti Puntuale – calcolata sulla base alla reale produzione dei rifiuti e basata sul principio che chi meno produce, meno paga», ha spiegato l'assessore comunale Paolo Brunetti.

L'ipotesi Castore e il gestore unico

«Il comune di Reggio Calabria aveva avviato un percorso per internalizzare il servizio di raccolta e affidarlo a Castore. Tuttavia tale affidamento alla società in house del Comune, anche in base alla normativa anticorruzione per il passaggio del personale con la clausola sociale da una società privata ad una in house e dunque pubblica senza concorso, ha presentato delle criticità. Castore, inoltre, necessitava anche di tempo per acquisire le dovute autorizzazioni. Nella situazione in cui ancora versiamo, abbiamo ritenuto di agire subito per dare al territorio il servizio fondamentale. Abbiamo, quindi, compiuto una scelta di responsabilità, optando per un bando pubblico di affidamento del servizio, intanto, a terzi. Stiamo lavorando per meccanismi di premialità per chi assorbirà il personale precedente. L'ipotesi Castore è tutt'altro che abbandonata e superata. La società in house sta, infatti, proseguendo nell’attività propedeutica al servizio, compreso l’acquisto dei mezzi, e intanto noi dobbiamo ragionare con la Città Metropolitana nella direzione di un piano d'Ambito, che prevederà l'individuazione delle aree di raccolte ottimali Aro e di un gestore unico che compia l'intero ciclo nello stesso territorio metropolitano. Gestore unico che i territori dovranno decidere se dovrà essere pubblico o privato», ha spiegato ancora l'assessore Brunetti.

I controlli sul territorio

«La misura è davvero colma. Altro nodo cruciale attiene, infatti, ai controlli nelle zone di ricorrenti accumuli di rifiuti, discariche abusivi e roghi. Dieci guardie ambientali con il titolo di ispettori hanno già dato disponibilità ad aiutarci a monitorare il territorio: in una prima fase solleciteranno dopo di che, in una situazione di tolleranza zero, procederemo con le sanzioni. Già altre associazione hanno aderito al nostro appello e ci daranno una mano. La situazione non è più accettabile e non escludiamo anche il ricorso alle foto trappole amovibili. Non possiamo più tollerare che zone ripulite dopo poche ore siano di nuovo colme di rifiuti. Inoltre ci sono fenomeni strani che devono essere assolutamente attenzionati. Abbiamo già chiesto in Prefettura l'intervento dell'esercito per le aree di Arghillà, Ciccarello, Mortara area mercato e Rione Marconi, in cui assistiamo a fatti assolutamente abnormi e gravissimi. Mi riferisco all'accumulo nell'arco di 24 ore di rifiuti ingombranti, che non possono essere certamente il prodotto di un solo quartiere, e ai roghi di rifiuti. Ci sono dinamiche che sfuggono a noi ma non solo a noi, per questo abbiamo chiesto aiuto alle forze di polizia. Non intendiamo militarizzare il territorio ma controllarlo a fondo; certamente la polizia municipale non può presidiare e garantire da sola ordine e sicurezza. Abbiamo messo in campo un sistema meticoloso di controllo del territorio ma, nonostante le tante sanzioni elevate, purtroppo il territorio vasto e complesso resta esposto a questi fatti gravi. Noi continueremo a fare la nostra parte ma servono interventi integrati e risolutivi», ha concluso l'assessore comunale all'Ambiente, Paolo Brunetti.

Giornalista
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