Rifiuti, la discarica “regionale” è privata: lo scandalo di 5 anni di affidamenti diretti

L'impianto di Crotone di proprieta della Sovreco è l'unico ancora attivo e dal 2015 opera in regime di proroga del contratto grazie all'emergenza infinita che la Calabria non è mai riuscita a superare. Nell'ultimo anno il costo del conferimento è raddoppiato: da circa 70 a 140 euro a tonnellata. Poi è arrivato lo stop della Santelli a questo andazzo. Ma ora si rischia il caos

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di Luana  Costa
15 maggio 2020
01:30
La discarica di Crotone
La discarica di Crotone

La gestione del ciclo dei rifiuti in Calabria non è mai veramente uscita dall'alveo dell'emergenza. Ed è questo il paravento utilizzato nel corso di questi anni per giustificare controversi rapporti tra pubblico e privato, portati avanti a colpi di affidamenti diretti e di successive proroghe di contratti che raramente hanno superato la prova dell'"ordinario" bando ad evidenza pubblica.

 

Il perverso rapporto pubblico e privato

È così che nasce e si consolida la "relazione" tra Regione Calabria e Sovreco, società crotonese che gestisce l'unica discarica privata ancora attiva in Calabria. Il primo affidamento diretto Sovreco, appartenente al gruppo Vrenna, lo ottiene nel 2015, quando la Regione scopre la discarica, allora piccola e destinata ai rifiuti pericolosi, e la società decide di metterla a disposizione per smaltire anche tutto il resto. Difficile capire in che termini si sia raggiunto l'accordo tra pubblico e privato per stabilire la tariffa dei conferimenti dal momento che in genere la procedura ad evidenza pubblica viene utilizzata appositamente per fissare un prezzo messo a base d'asta. 

 

Gli affidamenti diretti

Ma è a partire dall'agosto del 2015, a seguito della chiusura della discarica di Pianopoli, che il rapporto tra Regione e Sovreco inizia a diventare tanto stretto quanto continuato e si va avanti sempre a colpi di affidamenti diretti. Senza transitare da gare ad evidenza pubblica la Cittadella sfrutta le volumetrie che intanto Sovreco inizia a realizzare nell'impianto, questa volta però trasformato da discarica per rifiuti pericolosi a non pericolosi. Dopo ben due anni di proroghe la Regione decide di indire una gara a procedura aperta, si è nel 2017, ma è sempre Sovreco ad aggiudicarsi il servizio di smaltimento dei rifiuti e la consegna avviene il 5 ottobre del 2017. Il contratto è per sei mesi prorogabili per ulteriori sei.

 

Il regime di monopolio

Ma alla scadenza, nell'ottobre del 2018, scatta una nuova proroga del contratto voluta dalla Regione fino a fine anno e cioè fino all'esaurimento delle competenze in materia di rifiuti che a partire da quella data transita in capo ai Comuni riuniti in Ambiti territoriali ottimali. Il caos è totale. I Comuni dovrebbero indire gare ad evidenza pubblica per individuare una nuova discarica ma delegano la Regione che, quindi, prosegue sulla strada già più volte praticata dell'affidamento diretto a Sovreco, fino a dicembre del 2019. 

 

L'aut aut e l'aumento della tariffa

Sovreco accetta ma, operando in un regime di totale monopolio, impugna il contratto al Tar pretendendo l'aumento della tariffa. La distorsione scoppia in tutta la sua chiarezza: la Regione usa una discarica privata inquadrata però come di interesse pubblico mentre la società spinge la Cittadella alle corde porgendogli un aut aut: per continuare ad utilizzare gli spazi della discarica di proprietà del gruppo Vrenna bisogna adeguare la tariffa al prezzo di mercato. I giudici amministrativi obbligano la società a non interrompere il servizio e la Regione ad adeguare le tariffe ai prezzi di mercato. Il prezzo lievita da 72,99 euro a tonnellata a 105 a tonnellata a cui si aggiunge l'ecotassa e l'iva. Insomma, quasi 140 euro a tonnellata, cifra quasi doppia rispetto alla precedente.

 

L'emergenza cercata

Si è nell'estate nel 2019 e in piena emergenza. La Calabria non possiede discariche in cui conferire rifiuti, se si esclude quella privata crotonese gestita dal gruppo Vrenna, cresciuta a dismisura a suon di affidamenti diretti e proroghe dei contratti. La Regione si aggrappa ancora una volta ad un'ordinanza contingibile e urgente: autorizza Sovreco "a proseguire in via d'urgenza e senza soluzione di continuità nella coltivazione dell'attuale discarica di rifiuti non pericolosi", concorda per un ampliamento dei volumi di abbanco per una capacità di 120mila tonnellate e tenta di uscire dal vicolo cieco in cui si è cacciata.

 

Le discariche pubbliche inesistenti

Ordina al Comune di Cassano allo Ionio di ampliare la discarica realizzando un sovralzo alla settima buca per una capacità di 30mila metri cubi, sollecita il Comune di San Giovanni in Fiore a realizzare il progetto per di sovralzo della buca della sua discarica e lo stesso avviene per i Comuni di Castrovillari, Castrolibero, e Lamezia Terme. Per tutti la Regione fissa 30 giorni di tempo per acquisire pareri, ottenere autorizzazioni e procedere con le progettazioni per l'attivazione delle relative discariche.

 

L'ordinanza pro-privati

Ma ancora una volta con l'estate alle porte, la discarica privata di Sovreco di nuovo satura e nessun impianto pubblico ancora aperto, la Regione tenta ancora la strada più volte battuta del sovralzo. Si prepara una nuova ordinanza che prevede l'ampliamento dell'impianto di proprietà del gruppo Vrenna per una capacità di abbanco di 75mila tonnellate ma che non trova questa volta la sponda della presidente della Regione, Jole Santelli. La bozza viene respinta e chiesto un supplemento d'istruttoria. In particolare, capire perchè le procedure di attivazione delle discariche pubbliche sono ancora ferme al palo consentendo così alla società privata di continuare ad ampliarsi lasciando la Calabria nel guado dell'emergenza e sotto lo scacco di un regime di monopolio prima alimentato e adesso però tragicamente subito.

Giornalista
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