Rifiuti, la Regione replica all’Ato di Catanzaro: «Gualtieri non conosce la materia»

Il direttore generale della Cittadella Domenico Pallaria non risparmia stoccate di sarcasmo all’indirizzo del dirigente dell’Ambito territoriale: «Il termovalorizzatore di Gioia è anche una nostra “competenza”»

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di Redazione
3 marzo 2020
19:54
Domenico Pallaria
Domenico Pallaria

La Regione risponde a muso duro al direttore dell’Ambito territoriale ottimale di Catanzaro, Bruno Gualtieri, che aveva puntato il dito contro le ingerenze della Cittadella in materia di gestione del ciclo dei rifiuti, nonostante il passaggio di consegne ormai perfezionato agli Ato provinciali.
A ribattere è il direttore generale Domenico Pallaria, attraverso una lettera inviata a Gualtieri, al presidente della Regione, agli altri direttori degli Ato e al sindaco della città metropolitana.

 

«Nessuna invasione di campo»

«Duole constatare – scrive il massimo dirigente regionale - come l’attività di collaborazione e supporto posta in essere dalla regione e principalmente dallo scrivente, più volte e fortemente richiesta dalle Ato venga scambiata, dall’ing. Gualtieri, come una illegittima invasione di competenze e prerogative proprie delle Ato con addirittura paventati risvolti illeciti. Dispiace ancor di più se si considera che l’impegno profuso per questa attività e la disponibilità dimostrata in qualsiasi momento ed a qualsiasi orario, ha comportato il sacrificio di tempo prezioso alla propria vita privata».

 

«Di incarichi Gualtieri se ne intende»

Non manca una stoccata ammantata di sarcasmo: «Lungi dallo scrivente ogni subdola idea di attribuirsi o appropriarsi di incarichi non suoi. Come sa bene l’ing. Gualtieri e come si evince dal curriculum, ne ricopre già tanti. Orbene, può stare tranquillo anche sul noto disinteresse dello scrivente rispetto ad ogni forma di gestione».

 

«Impianto di Gioia ha rilevanza regionale»

Poi Pallaria entra nel merito della questione: «Si ritiene doveroso puntualizzare alcuni aspetti, pur sorvolando sulla visione a dir poco confusionaria che l’ing. Gualtieri dimostra di avere delle basilari norme che governano il sistema di gestione dei rifiuti in Calabria. La legge n.14 del 2014, peraltro voluta e proposta dal competente Dipartimento Ambiente allorquando alla guida c’era proprio lo stesso ing. Gualtieri, all’art. 6 comma 9 prevede che “Se le strutture e/o gli impianti strumentali all’erogazione del servizio operano su scala regionale e sono individuati dalla pianificazione di settore come di rilevante interesse strategico regionale, competono alla Regione, sentiti i Presidenti delle Comunità, le funzioni di programmazione e di organizzazione degli stessi. In ogni caso, deve essere garantito che il soggetto gestore assicuri un accesso non discriminatorio all’impianto, sulla base di condizioni economiche e contrattuali determinate ai sensi della legislazione vigente, che costituiscono prioritariamente obblighi di servizio pubblico”».
La Regione, dunque, sottolinea “il valore strategico regionale” dell’impianto in questione «riconosciuto oltre che dal vigente Piano di gestione dei rifiuti regionale, di cui alla deliberazione consiliare 196 del 19-12-2016, anche, per espressa ammissione, dallo stesso direttore dell’Ato di Catanzaro».

 

«Termovalorizzatore di proprietà della Regione»

«Ed allora – continua la nota interna -, se compete all’Amministrazione regionale la funzione di “programmazione e di organizzazione degli impianti a valenza strategica regionale”, quale appunto il Termovalorizzatore di Gioia Tauro, non si riesce a comprendere di quali profili di illegittimità sarebbero affette le note del 7 febbraio prot. siar n.53817 e del 18 febbraio prot. siar 7006. Ma vi è di più! Durante il lungo iter di condivisione della deliberazione di Giunta Regionale n. 580 del 2018 sull’ “Autorizzazione all’utilizzo, da parte delle Comunità d’Ambito di cui alla L.R. 14 del 2014, del Termovalorizzatore di Gioia Tauro di proprietà della Regione Calabria, per un periodo pari ad anni venti, a decorre dal 01/01/2019 e sino al 31/12/2039”, sin dai primi mesi del 2018, si sono susseguiti tavoli tecnici per trattare specificatamente l’argomento e per condividerne i contenuti. A tutte le riunioni l’attuale responsabile dell’ufficio comune dell’Ato è stato invitato e alla maggior parte delle stesse ha partecipato, per come risulta dalle puntuali note del competente Settore rifiuti che lo scrivente ha potuto visionare».

 

«Tesi maldestre»

Insomma, per Pallaria «non è accettabile che si paventi, maldestramente, l’idea che l’Ato di Catanzaro non fosse a conoscenza del fatto che la programmazione dei flussi degli impianti a valenza strategica regionale sarebbe rimasta nell’alveo delle competenze della Regione Calabria».
Con riguardo, invece ai riferimenti sulle tariffe, «sa bene l’ing. Gualtieri – continua il direttore generale della Regione - che ogni aspetto è stato concertato con tutti gli ambiti calabresi che hanno stabilito la tariffa di 40 euro per ogni tonnellata di CDR/CSS conferita presso il su citato termovalorizzatore inizialmente fissata a 70 euro. Non corrisponde al vero neppure l’asserita assenza di un piano economico di gestione del termovalorizzatore considerato che ad oggi lo stesso è parte integrante dal rapporto negoziale con l’attuale gestore e che, anche il nuovo bando per l’individuazione del nuovo operatore economico prevedrà la realizzazione di ulteriori interventi di ammodernamento che garantiranno l’efficienza dell’impianto per almeno i successivi 5 anni».

 

«L'Ato faccia il suo lavoro a Lamezia»

Poi la chiosa finale: «Si sorvola in ultimo sul riferimento ai quantitativi ad oggi stoccati presso l’impianto di Lamezia Terme oggi certamente non governato dalla regione. Non si comprende perché ancora, se effettivamente detti scarti sono di ostacolo al processo di funzionamento dell’impianto in parola, tenuto conto dell’impossibilità di garantire ad oggi lo smaltimento degli stessi nella discarica crotonese di proprietà della Sovreco, perché l’Ato di Catanzaro non provvede, per il tramite dell’attuale gestore alla rimozione ed allo smaltimento, imputandone gli oneri di carattere economico al precedente gestore da computare sullo stato finale».

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