Rifiuti tossici a Vibo Valentia, la politica si tira fuori: «Non sapevamo»

Il sindaco Maria Limardo: «L’ho appreso dai giornali». Il presidente della Provincia Salvatore Solano: «Non rientra nelle nostre competenze»

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di Giuseppe Mazzeo
19 maggio 2020
18:09
La discarica abusiva sequestra a Portosalvo
La discarica abusiva sequestra a Portosalvo

Una segnalazione, in qualche modo, il Comune di Vibo Valentia l’aveva ricevuta. Una telefonata del giornalista Lino Polimeni che durante una puntata del suo programma avvertiva il sindaco sulla presenza, parole di Maria Limardo, di una «area in stato di abbandono nella zona industriale di Porto Salvo». Ma «nulla più». Al primo cittadino abbiamo chiesto lumi sulla situazione cristallizzata questa mattina in un decreto di sequestro firmato dalla Procura di Vibo Valentia. Sigilli ad un’area enorme, di circa dieci ettari di terreno in cui sorgono sette manufatti abbandonati. Un’area in cui c’era ogni tipo di rifiuto, anche speciale e pericoloso. Un’area in cui è stato anche registrato un valore radioattivo «di gran lunga superiore alla media». Per capirne di più, su questo punto, si attendono analisi molto approfondite da parte dell’Arpacal.

 

Ma altre situazioni visibili ad occhio nudo lasciano aperti numerosi interrogativi. L’ufficio del procuratore Camillo Falvo al momento sta indagando nei confronti di ignoti. Quindi, per ora, non si conoscono nomi e volti dei responsabili di quello che si prefigura - stando alle indagini - come un «illecito ambientale». Pure bello grosso. Perché sono diverse le tonnellate di rifiuti stipate all’interno del capannone industriale. Ecoballe che qualcuno ha compattato e trasportato in un luogo che, seppur privato, non è adibito o autorizzato a ricevere tali conferimenti. Per non parlare delle cataste di pneumatici e altro materiale come l’eternit.

 

Maria Limardo ha ricevuto la notifica del provvedimento intorno a mezzogiorno, quando è divenuta formalmente il custode giudiziario del sito. In quel momento si trovava nel suo ufficio, insieme a lei l’assessore Vincenzo Bruni, il comandante della Municipale Sebastiano Tramontana, il suo collaboratore Pino Colloca. «Da questo momento - spiega - abbiamo il dovere di vigilare sullo stato dei luoghi. L’amministrazione non era al corrente di questa situazione, l’ente non ha ricevuto alcuna comunicazione. Io l’ho appreso questa mattina dai giornali. La Procura farà le sue indagini, noi siamo a completa disposizione». Anche l’assessore all’Ambiente Bruni conferma: «Nei miei uffici non è mai pervenuta alcuna comunicazione».

 

La Provincia di Vibo Valentia non ha competenza in materia ambientale. Ma per il presidente Salvatore Solano si tratta comunque di una situazione «allarmante»: «Chi ha conferito quel materiale in quel luogo ha evidentemente bypassato le procedure in materia di gestione dei rifiuti. Per il bene di tutti, speriamo che si venga a capo di questa situazione».
Insomma, la politica non sapeva. Ma qualcuno sì. L’Arpacal ad esempio, che nel 2018 era intervenuta in seguito ad un incendio proprio su questo sito. Solo ora, però, si è giunti ad una svolta. Ed ancora una volta toccherà alla Procura risolvere certi problemi.

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