Scandalo Rimborsopoli, Guccione verso il proscioglimento

Si avvia a conclusione la vicenda giudiziaria scaturita dall'operazione contro le spese pazze dei politici alla Regione. Il consigliere in quota dem aveva subito un sequestro preventivo 

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di Redazione
6 dicembre 2019
10:23
Il consigliere Guccione
Il consigliere Guccione

Si va ormai definendo la posizione dell’onorevole Carlo Guccione nell’ambito dello scandalo Rimborsopoli. Il procedimento era stato istruito dalla Procura della Repubblica di Reggio Calabria, in merito a presunte spese pazze alla Regione. L'esponente Pd sta dimostrando la sua totale estraneità ai fatti contestati relativi a rimborsi non dovuti in relazione all’attività svolta come consigliere Regionale della Calabria. È quanto riferito in una nota stampa dal collegio difensivo composto dagli avvocati Paolo Greco e Gianluca Acciardi.

 


«Guccione era stato destinatario, tra gli altri, di un provvedimento di sequestro preventivo di somme, parti delle quali erano state poi restituite al consigliere regionale calabrese già nel luglio del 2015  dal Tribunale del Riesame misure reali di Reggio Calabria, in seguito alla richiesta di dissequestro avanzata  nella relativa udienza di trattazione dagli avvocati cosentini Luca Acciardi e Paolo Greco che sin da subito avevano evidenziato l’assoluta mancanza di elementi idonei a riscontrare l’ipotesi accusatoria anche attraverso produzione documentale atta a sconfessare quanto contestato al Consigliere regionale.

Tesi difensive – si ribadisce nella nota - ancora una volta accolte da diversi giudici chiamati a comporre il collegio del Tribunale di Reggio Calabria dinanzi al quale si sta celebrando il processo cd. Rimborsopoli.

I giudici impegnati nel dibattimento, in seguito all’escussione del teste della Procura Luogotenente Fiermonte della Guardia di Finanza - incaricato dal pm titolare di espletare le indagini - hanno accolto la richiesta avanzata della difesa di Guccione di  dissequestro delle rimanenti somme equivalenti al denaro che l’Ufficio di Procura di Reggio Calabria ha sostenuto essere state percepite da Carlo Guccione indebitamente nella qualità di consigliere regionale e come appartenente al gruppo consiliare presso la Regione Calabria denominato Partito democratico». In più: «Il Tribunale Reggino, con ordinanza notificata giorno 03 dicembre scorso, ha ordinato il dissequestro e la restituzione a Carlo Guccione di euro 13.377,89 avendo “rilevato che, tuttavia, il teste Fiermonte, nel corso della sua deposizione testimoniale resa all’udienza del 30 maggio 2019, ha riferito, in linea con quanto sostenuto dalla Difesa nella richiesta formulata in via subordinata, che dei complessivi  51.039,77 euro ottenuti a titolo di rimborso soltanto 255,00 euro risultavano “non conferenti” …».

 

 

«È evidente – si specifica ancora - in considerazione dei provvedimenti di dissequestro parziale adottati prima dal Tribunale del riesame misure reali e poi dal Tribunale in composizione collegiale di Reggio Calabria - che assolutamente ridimensionata è l’ipotesi accusatoria sulla base della quale, sin troppo frettolosamente, il presidente della Regione Mario Gerardo Oliverio  aveva proceduto ad un rimpasto della Giunta Regionale togliendo all’onorevole Carlo Guccione le deleghe dell’Assessorato al Lavoro della Regione Calabria nonostante l’allora assessore avesse, nel ribadire comunque la sua fiducia nella giustizia, con vigore sostenuto la totale estraneità ai fatti a lui contestati.

V’è di più. Il testimone della pubblica accusa, rispondendo alla specifica domanda del pubblico ministero se le spese non documentate si riferissero ad attività istituzionale, ha affermato che nessun accertamento è stato svolto».

 

A tal proposito la difesa di Carlo Guccione ha già preannunciato che provvederà a produrre al Tribunale di Reggio Calabria la documentazione che ha giustificato il rimborso di tale spesa (solo 255 euro): «Gli avvocati sono infatti determinati a porre fine ad una vicenda giudiziaria dalla quale sono scaturiti per l’onorevole Carlo Guccione solo positivi provvedimenti giurisdizionali. Provvedimenti quelli sopra richiamati che restituiscono la giusta dignità al consigliere regionale in quota PD che paziente e fiducioso ha atteso di chiarire la sua posizione difendendosi nel processo e non trascurando al contempo di occuparsi quotidianamente dei problemi della Regione Calabria memore dell’ampio consenso conseguito alle elezioni Regionali del 2014 che lo hanno visto essere il candidato più votato», concludono.

 

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