Rinascita-Scott, chiesta l’archiviazione per Ugo Bellantoni «massone a tutto tondo»

L’avvocato del Gran maestro onorario del Grande Oriente d’Italia esprime soddisfazione per la decisione della Procura: «Il Pm non ha ribadito il suo originario errore»

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di Redazione
18 giugno 2020
18:16

La chiusura delle indagini dell’inchiesta Rinascita Scott, con la relativa notifica a 479 indagati, ha comportato lo stralcio della posizione, con richiesta di archiviazione, per Ugo Bellantoni, Gran Maestro onorario del Grande Oriente d’Italia.

 

«Non può che esprimersi viva soddisfazione – scrive in una nota il suo avvocato, Enzo Belvedere - rispetto allo stralcio della posizione inerente la condotta originariamente attribuita all’esimio Ugo Bellantoni, tra i massimi esponenti nazionali della Massoneria del Grande Oriente d’Italia. Come era giusto e doveroso, sin dall’inizio di questa triste vicenda, nei confronti del Bellantoni le indagini non solo hanno fatto accertare l’assoluta estraneità a qualsivoglia condotta delittuosa, quanto se ne è constatata la correttezza morale e di vita di una persona a modo, che ha orientato la sua opera, costantemente, al bene ed al progresso dell’Umanità. È uno dei rarissimi casi in cui una procura della Repubblica, nella fattispecie Dda, dopo aver richiesto una misura cautelare in carcere, re melius perpensa, e dopo una agevole attività difensiva, dato il preclaro percorso di vita anteatta del suo assistito, ha concluso un’indagine con una richiesta palesemente difforme dalle tristi premesse!».

 

Il legale, poi, rimarca che «un Massone a tutto tondo, come Bellantoni ha sempre testimoniato di essere, sa che non ci sono incubi, neanche giudiziari, che non portino ad una Luce, cui sempre si tende».
«Nel caso di specie - conclude la nota -, la luce ha illuminato anche gli intelletti di chi, per “dovere d’ufficio” accusa, richiedendo sovente misure cautelari e “trascurando” la singola vicenda umana che vi è nell’esser reclusi in un carcere, quando ancora non puoi gridare la tua verità all’accusatore. Un G.I.P. attento aveva già evitato il greve errore giudiziario. Anche il PM non ha ribadito il suo originario errore».

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