Rinascita Scott, concessi i domiciliari all'imprenditore Rocco Delfino

È ritenuto vicino ai clan Piromalli e Molè di Gioia Tauro ed è accusato anche di rivelazione di segreti d’ufficio insieme a due avvocati ed un colonnello dei carabinieri

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di G. B.
9 maggio 2020
10:03

Lascia il carcere per gli arresti domiciliari Rocco Delfino, 58 anni, detto “U Rizzu”, originario di Gioia Tauro ma residente a Satriano. La decisione è del Tribunale del Riesame di Catanzaro che ha accolto un ricorso dell’avvocato Guido Contestabile in attenuazione delle esigenze cautelari. Rocco Delfino, nell’ambito dell’operazione “Rinascita-Scott” della Dda di Catanzaro e dei carabinieri, è accusato di essere vicino ai clan di Gioia Tauro Piromalli e Molè ed al fine di eludere le disposizioni di legge in materia di misure di prevenzione patrimoniale e sottrarsi quindi a provvedimenti ablativi di natura reale, avrebbe posto in essere le condotte di attribuzione fittizia delle quote della società Ecotrasporti srl (con sede a Palmi)successivamente ridenominata “M.C. Metalli srl”.

 

Il reato contestato è quello di trasferimento fraudolento di valori. Altra contestazione si riferisce invece all’ipotesi di reato di rivelazione di segreti d’ufficio in concorso con l’avvocato Giancarlo Pittelli, con l’avvocato Giulio Calabretta (che ha ottenuto 21 giorni dopo l’arresto l’annullamento della misura custodiale dei domiciliari) e con il tenente colonnello dei carabinieri Giorgio Naselli (già comandante provinciale di Teramo). In particolare, “Naselli, su richiesta di Pittelli – a sua volta investito della questione dall’avvocato Giulio Calabretta, fratello dell’amministratore – ritenuto dall’accusa fittizio – Calabretta Giuseppe (che ha però ottenuto pronunce favorevoli dal Riesame escludendo un suo coinvolgimento), e da Rocco Delfino” – si sarebbe interessato della vicenda esaminando una “pratica” relativa alla M.C. Metalli srl, pendente in Prefettura a Teramo e la cui documentazione risultava altresì detenuta nel suo Ufficio, rivelando le criticità oggetto delle verifiche in corso coperte dal segreto istruttorio. Per quanto attiene Rocco Delfino c’è da dire che in passato è stato assolto “perchè il fatto non sussiste” dall’accusa di collusione con la famiglia Piromalli-Molè di Gioia Tauro ed è stato risarcito per ingiusta detenzione per la cifra di 165mila euro.

 

Giornalista
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