Rinascita Scott, Moscato e gli intrecci tra Piscopisani, politici e imprenditori

A conclusione dell’esame, il collaboratore di giustizia si è soffermato sui legami del clan con Giuseppe D’Amico della Dmt Petroli e l’ex consigliere regionale Pietro Giamborino

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26 aprile 2021
19:55
Il pentito Moscato
Il pentito Moscato

Chiusura dell’esame del collaboratore di giustizia, Raffaele Moscato, da parte del pm della Dda di Catanzaro Andrea Mancuso nel maxiprocesso Rinascita Scott. In precedenza a concludere il controesame del collaboratore sono stati gli avvocati Gianni Puteri, Mario Murone, Diego Brancia, Francesco Sabatino e Vincenzo Gennaro.

 


Raffaele Moscato, dopo aver ripetuto di essere stato l’esecutore materiale dell’omicidio di Fortunato Patania, ritenuto a capo dell’omonimo clan di Stefanaconi ed ammazzato nel settembre 2011, ha ribadito che “Antonio Lo Giudice faceva parte del vecchio locale di ‘ndrangheta di Piscopio ed è stato ucciso da Giuseppe Accorinti con la complicità di Saverio Razionale. Il corpo di Lo Giudice – ha affermato Moscato – è stato bruciato e poi riconosciuto solo grazie ad una collana. Lo Giudice ha pagato per non aver voluto abbandonare Roberto Soriano di Filandari, anche lui ucciso nella medesima circostanza”.

 

Intenzione del clan dei Piscopisani sarebbe stata anche quella di eliminare Francesco Lopreiato di San Gregorio d’Ippona, detto “Ciccio il killer”, cognato dei fratelli Patania di Stefanaconi contro i quali era in lotta all’epoca la consorteria di Piscopio. Un omicidio che doveva essere eseguito da Gregorio Gasparro di San Gregorio d’Ippona per fare un favore ai Piscopisani. Quindi i pranzi e le riunioni a casa di Giuseppe D’Angelo, detto “Pino il Biricchino” e dove, oltre a Moscato, sarebbero stati presenti Gregorio Giofrè, Rosario Battaglia, Saverio Razionale e Gregorio Gasparro. “Razionale si è poi trasferito a Roma – ha riferito Moscato rispondendo alle domande dell’avvocato Gianni Puteri – raggiungendo livelli altissimi nella ‘ndrangheta, mantenendo contatti con i colletti bianchi”. Moscato ha però specificato di non sapere nulla dei rapporti fra Razionale e la massoneria e di non aver visto assegni del Vaticano in mano a Razionale, ma solo di averne sentito parlare da altri.
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