Rinascita-Scott, finora solo in 32 su 188 si sono costituiti parte civile

All’appello mancano diverse parti lese e fra loro molti imprenditori, un primario emerito, il Comune di Cessaniti e vittime di agguati ed intimidazioni

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di G. B.
14 dicembre 2020
09:11

Si aprirà il 13 gennaio prossimo dinanzi al Tribunale collegiale di Vibo Valentia il processo Rinascita-Scott per il quale il gup distrettuale di Catanzaro ha di recente rinviato a giudizio oltre 300 imputati stralciando al contempo alcune posizioni la cui udienza preliminare si terrà mercoledì 16 dicembre. Nella nuova aula bunker dell’aula industriale di Lamezia Terme il 13 gennaio prossimo il Tribunale collegiale di Vibo Valentia dovrà decidere se tale troncone processuale dovrà essere unito a quello – ancora da aprirsi – che vede già sotto processo (avendo gli imputati optato per il rito immediato) gli avvocati Giancarlo Pittelli e Giulio Calabretta, l’imprenditore vibonese Mario Lo Riggio e l’ex sindaco di Nicotera Salvatore Rizzo. Dal decreto dispositivo del giudizio nei confronti di oltre 300 imputati si apprende, intanto, che su 188 parti offese si sono costituite parti civili solo in 32.

Fra loro il testimone di giustizia – e già commerciante di Vibo finito sotto usura nel 2010 – Giuseppe BaroniVanya Danova Lekova, titolare di una sartoria e vittima di estorsione, Anna Boseggia (titolare del Kaipira Cafè), Filippo La Scala (titolare un esercizio di ristorazione a Vibo e vittima di estorsione), Luigi Furci di Vibo Marina, l’imprenditore nel settore dell’abbigliamento Alfonso Annunziata, il collaboratore di giustizia Bartolomeo Arena, la società Am Trust Europe Limited, l’Asp di Vibo Valentia, la società Aon spa Insurance e Reinsurance broker con sede a Milano, Maria Giuseppina Contartese in qualità di amministratore unico della ditta Cmg Costruzioni con sede a Rombiolo, Vittoria Sicari, Marco D’Agostino, la Banca di Credito Cooperativo di San Calogero e Maierato, l’Eurospin Sicilia Spa, la Regione Calabria, la Provincia di Vibo Valentia, l’Asp di Vibo Valentia, l’associazione antiracket e antiusura di Vibo,  la Fondazione nazionale antiusura. Poi si sono costituti parti civili una serie di Comuni del Vibonese come: Limbadi, Vibo Valentia (ma ancora non nel troncone dell’immediato), Tropea, Ricadi, Zungri, Filandari, Mileto, San Costantino Calabro, Ionadi, Filogaso, Maierato, Stefanaconi, Zungri, Pizzo, San Gregorio d’Ippona, Sant’Onofrio e Nicotera.




Resta al momento fuori il Comune di Cessaniti che pur non essendo stato individuato parte lesa può ugualmente avanzare richiesta di costituzione di parte civile così come già fatto da quello di Nicotera – non indicato parte lesa dalla Dda, al pari di Cessaniti, probabilmente per una svista – ma comunque centro dove opera il clan Mancuso unitamente a Limbadi. Cessaniti è invece sede della ‘ndrina dei Barbieri colpita dall’operazione Rinascita-Scott così come la frazione di Pannaconi vede imputato Francesco Bonavena. Il Comune di Cessaniti potrà costituirsi parte civile nel corso della prima udienza dibattimentale prevista per il 13 gennaio prossimo così come numerose altre parti offese che al momento non si sono costituite parti civili. Fra loro, nomi noti dell’imprenditoria e non solo: come il primario emerito dell’ospedale di Vibo, Domenico Consoli, l’imprenditore del tonno Carmine Sardanelli, l’imprenditore ed avvocato Vincenzo Renda (che però è anche fra gli imputati), l’imprenditore vibonese Mario Artusa (che è anche fra gli imputati), i commercianti nel settore dell’abbigliamento Antonio e Giampiero GianniniAntonio Di Masi (amministratore unico della “Casa del Colore srl”), Fabrizio Pagano (denunciante e responsabile della filiale di Vibo della Brt spa con sede a Bologna), Marco Magi (amministratore unico della S.i.c.i. srl), Antonio Del Giudice (titolare di una rivendita di moto a Vibo), Giuseppe Squillace (titolare della Profumeria Squillace di Vibo), Antonio Mondella (titolare della Costruzione Mondella srl di Francica), Antonio Calabrese (titolare della ditta “Impresa Calabrese Antonio” con sede a Villa San Giovanni), Sarino Iemma (titolare del punto vendita “Garden Frutta” a Ionadi), Antonio Scrugli (titolare dell’impresa “Naturella Frutta”), Francesco Geranio (titolare dell’hotel “Terrazza sul mare” di Tropea), Antonio Lopez Y Royo (amministratore della Lo Schiavo Catering di Vibo. Lopez Y Royo figura pure fra gli imputati).

 

Ammessa la costituzione di parte civile della Provincia di Vibo Valentia anche contro l’ex comandante della polizia municipale, Filippo Nesci (in precedenza in servizio proprio all’amministrazione provinciale), anche a prescindere dalla questione relativa all’aggravante mafiosa nella contestazione, così come quella dell’Asp di Vibo nei confronti della veterinaria Cristina Chiarelli.

 

Nessuno degli imputati indicati anche come parti lese (chi vittima di agguati, chi di intimidazioni) si è invece costituito parte civile.

Giornalista
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