Rapine tra la Piana di Gioia Tauro e il Vibonese. Sgominata banda: cinque arresti

NOMI-VIDEO | Avrebbero agito ai danni di banche, supermercati e farmacie. Tra i reati contestati associazione per delinquere, rapina, ricettazione, furto, detenzione e porto di armi da sparo. L'operazione condotta dalla polizia di Rosarno

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di Redazione
31 gennaio 2019
07:18
Polizia
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Dieci persone sono state arrestate a Rosarno (Reggio Calabria) dalla polizia di Stato con l'accusa di far parte di una banda di rapinatori. Nelle ordinanze di custodia cautelare il Gip ha contestato aa vario titolo i reati di associazione per delinquere, rapina, ricettazione, furto, detenzione e porto di armi da sparo, anche clandestine. Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Palmi e condotte dal commissariato d di Polistena e della Squadra Mobile di Reggio Calabria, sono partite dall'arresto nel marzo 2017 di tre responsabili di una rapina in un supermercato. Si è risaliti da qui ai responsabili di altre tre rapine commesse tra il 2016 e il 2017 ai danni di banche, supermercati e farmacie nella Piana di Gioia Tauro e nella provincia di Vibo Valentia.

 

Gli indagati

Michele Bellocco, 23 anni -custodia in carcere

Pietro Iacono, 23 anni -custodia in carcere

Vincenzo Lazzaro, 22 anni -custodia in carcere

Fabio Scarfò, 28 anni -custodia in carcere

Giuseppe Pisano, 25 anni - custodia in carcere

Antonella Bruzzese, 40 anni - obbligo di dimora

Rocco Bellocco, 48 anni -obbligo di dimora

Teresa Fazzalari, 79 anni-obbligo di presentazione alla Pg

Vincenzo Lazzaro, 84 anni - obbligo di presentazione alla Pg

Giuseppe Lazzaro, 59 anni - obbligo di presentazione alla Pg

Le rapine

In particolare è stata fatta luce sulla rapina ai danni della filiale di Polistena della banca Monte dei Paschi di Siena risalente al 3 giugno 2016 (in quell’occasione i rapinatori si impossessavano della somma di circa 40 mila euro); sulla rapina del 28 gennaio 2017 ai danni del supermercato Cooper di Mileto (VV) e sulla rapina ai danni della farmacia Asciutti di Polistena, dove i rapinatori si impossessavano della somma di mille euro sotto la minaccia di un arma. Inoltre, emergeva chiaramente come le rapine commesse non fossero isolati episodi delittuosi ma si inserivano piuttosto in un contesto associativo ben più ampio.

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