Rosarno, dopo il medico contagiato predisposta una tenda per i tamponi

VIDEO | L'annuncio è del sindaco Giuseppe Idà che spiega la mappatura eseguita dopo la scoperta della positività di un professionista che opera in sei studi delle province di Reggio Calabria e Vibo Valentia

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di Agostino Pantano
22 marzo 2020
13:16

A Rosarno verrà installata una tenda per somministrare tamponi a quanti dovessero presentare sintomi da coronavirus. È quanto annuncia il sindaco Giuseppe Idà, in relazione alla quarantena ipermonitorata ed extraprovinciale della cittadina del Reggino.

Qui, per diversi giorni senza contagi, a risultare positivo è stato un medico di famiglia, infettato dalla moglie tornata da una vacanza all’estero tramite l’aeroporto di Roma. «Abbiamo chiesto al medico di segnalarci le persone con cui è entrato a contatto – ha affermato il sindaco – e le autorità sanitarie stanno ponendo in quarantena questi pazienti, sapendo comunque che il professionista li avrebbe visitati comunque utilizzando guanti e mascherine».

Dunque non tutti i contatti avuti sarebbero a rischio, ma il problema è che il dottore ha fatto visite negli studi che ha anche a Laureana di Borrello, San Pietro di Caridà, Galatro, Candidoni e, nella vicina provincia di Vibo Valentia, a Dinami, ponendo in allarme 6 amministrazioni in tutto. Per il momento risultano 130 persone che hanno informato sui rapporti avuti con il medico, e il sindaco precisa che non sarebbero per ora emersi casi particolari.

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Un rischio contagio non propiziato dai migranti della vicina tendopoli, che ha però allertato anche l’azienda che gestisce il vicino porto di Gioia Tauro, che,  - anche tramite messaggio inviati con il telefonino - ha chiesto ai suoi addetti di avvisare se hanno avuto contatti col professionista. Grandi numeri per un possibile focolaio da arrestare, e rispetto al quale il sindaco ha ottenuto una prima risposta d’emergenza, per quanti dovessero avere bisogno di effettuare il test.  

Piove su questa primavera tragica, non si vedono controlli in giro, ma l’autodisciplina dei rosarnesi svuota le piazze che ricordano altre tragedie e altre lotte sociali della sua storia. Ai muri si allunga l’elenco dei funerali impossibili, e anche il cimitero chiuso è blindato con prontezza felina. «I rosarnesi – conclude il sindaco – stanno rispondendo con grande senso di responsabilità».                 

Giornalista
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