Rubate due acquasantiere da una chiesa nel Catanzarese, indagini in corso

Il furto nella parrocchia di San Francesco d'Assisi a Martirano dove sono in corso lavori di restauro. Aperta un'inchiesta per risalire agli autori

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di Redazione
2 giugno 2020
10:49

Due acquasantiere “a muro” sono state rubate dalla Chiesa di San Francesco d’Assisi sita in piazza Giacomo Leopardi a Martirano, dove sono in corso i lavori di restauro al suo interno.

Il luogo sacro si trova in una zona decentrata del paese e sicuramente per questo motivo i ladri hanno avuto il tempo necessario per agire indisturbati. Non è chiaro ancora quando il furto sia stato messo a segno, probabilmente tra il mese di aprile e l’inizio del mese di maggio.

Le due acquasantiere in questione sono provenienti dall’ex cattedrale di Martirano, sede di diocesi sino al 27 giugno 1818 quando fu incorporata a Nicastro, ora Lamezia Terme, con Bolla di Papa Pio VII. Là ora sorge la Chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta. Gli oggetti, aventi forma a conchiglia, in pietra di colore verde scuro intagliati da ignoto scultoree del peso di 30-40 chilogrammi ciascuno, sono risalenti al periodo tra il Settecento e l’Ottocento e una di queste risulta catalogata presso la competente Soprintendenza che già è a conoscenza dell’accaduto.

Sono in corso le indagini da parte dei Carabinieri della Stazione di Conflenti, competente sul territorio di Martirano Antico, per cercare di dare un volto agli autori del furto che potrebbero già aver piazzato le due acquasantiere sul mercato nero degli oggetti sacri di antiquariato o su siti web dedicati all’e-commerce.

Oltre ai militari della Compagnia di Soveria Mannelli si è interessato della vicenda il Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale (TPC) di Cosenza che tratta in dettaglio, tra gli altri, il fenomeno dei furti di beni culturali, una delle più gravi forme di aggressione al patrimonio del Paese. I dati acquisiti verranno infatti incrociati con quelli presenti nella Banca dati dei beni culturali illecitamente sottratti, gestita dal Comando Tutela Patrimonio Culturale di Roma – Sezione Elaborazione Dati, la più grande banca dati di opere d’arte rubate al mondo. Ovviamente dei fatti è a conoscenza anche la Curia lametina quale proprietaria dei beni sottratti. Ad oggi nel territorio, quello verificatosi è il primo furto in danno di un edificio sacro. 

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