San Luca non dimentica il sacrificio del brigadiere Tripodi

VIDEO | Trentaquattro anni fa l'assassinio del giovane militare impegnato nella lotta ai sequestri di persona in Aspromonte

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di Ilario  Balì
12 febbraio 2019
16:20
Un momento della cerimonia
Un momento della cerimonia

Era il 6 febbraio 1985 quando nel curvone che immette nell’abitato di San Luca tre criminali aprirono il fuoco uccidendo il brigadiere dei carabinieri Carmine Tripodi. Anche quest’anno a Ponte Cucuzza autorità civili, militari e religiose hanno reso omaggio a quel coraggioso militare caduto per mano criminale a soli 25 anni. I fiori freschi, deposti sulla stele da Luciana, suo giovane amore, sono il segno che l’affetto, la gratitudine e la stima verso quel ragazzo non si sono mai estinti.

Arruolato nell’Arma nel ‘77, prestò servizio presso la Compagnia di Bianco e al comando della Stazione di San Luca. Fu fortemente impegnato con determinazione e grande professionalità ad arginare l’ondata dei sequestri di persona sui crinali dell’Aspromonte riuscendo ad assicurare alla giustizia i rapitori dell’ingegnere napoletano Carlo De Feo, tenuto prigioniero per 395 giorni sulle montagne reggine.


«Non è stato vittima di un incidente – ha ricordato il vescovo di Locri Francesco Oliva nella sua omelia – ma sapeva a cosa andava incontro». Alla cerimonia hanno partecipato anche i bambini delle scuole, i cui messaggi colmi di speranza hanno emozionato il pubblico presente.


«I bambini ci hanno definito angeli e ciò ci riempie di orgoglio – ha affermato il comandante della Legione Carabinieri Calabria Vincenzo Piticchio – Ricordare il sacrificio di chi ci ha preceduto è rendere onore al coraggio e alla dedizione della persona».

Giornalista
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