San Ferdinando, spunta un cadavere in mare: era avvolto nel cellophane

La scoperta da parte dei sommozzatori di una ditta che lavora al porto di Gioia Tauro. L'ipotesi è che l'uomo sia finito in acqua per cause non accidentali. La Procura avvia le indagini. Il primo passo sarà identificare il corpo

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20 giugno 2020
17:27
Il cadavere trovato in mare a San Ferdinando
Il cadavere trovato in mare a San Ferdinando

Quello che fino a poche ore fa sembra solo un sospetto adesso è divenuto triste realtà. I sommozzatori hanno ritrovato ciò che rimane del cadavere di un uomo, avvolto in un cellophane, nelle acque antistanti l’abitato di San Ferdinando. L’ipotesi, dunque, è che l’uomo non sia finito in mare per cause accidentali, ma qualcuno lo abbia potuto gettare, forse quando era già cadavere.

La segnalazione dei bagnanti

L’allarme era partito dalla segnalazione di alcuni bagnanti che avevano notato il cadavere di un uomo galleggiare in acqua. Da quel che si apprende, il corpo è poi finito nei fondali richiedendo l’intervento immediato degli equipaggi dei vigili del fuoco.

 

Da quel momento sono partite le ricerche piuttosto approfondite per provare a capire se la segnalazione fosse fondata o meno. Dopo un primo momento di sospensione delle ricerche per via del mare agitato, l’autorità giudiziaria ha disposto una intensificazione del dispositivo di ricerca che ha visto impegnati, oltre i vigili del fuoco, anche la Capitaneria di porto, l’elicottero dei carabinieri e un’aliquota di sommozzatori dipendenti di una ditta privata che opera nel porto di Gioia Tauro.

 

Sono stati proprio questi ultimi a rintracciare il cadavere inabissato in una zona più a sud. Gli uomini giunti nel mare di San Ferdinando non hanno potuto far altro che confermare la presenza di un cadavere, peraltro in avanzato stato di decomposizione e avvolto in un cellophane, segno che la persona deceduta ha trascorso molto tempo in mare prima di venire avvistata e che probabilmente qualcuno lo ha fatto finire nei fondali del mare della Piana di Gioia Tauro.

 

Toccherà adesso alla Procura retta da Ottavio Sferlazza cercare di capire cosa sia effettivamente successo, partendo dall’elemento primario e forse anche più complicato: identificare il cadavere. Solo da quel momento si potrà ricostruire quanto sia avvenuto.

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