San Fili, l'opposizione incalza: «Diteci se avete vaccinato gli amici degli amici»

INTERVISTA | I consiglieri di Evoluzione Civica sospettano abusi nelle somministrazioni del trattamento, mentre la sindaca Linda Cribari e gli esponenti della maggioranza non rispondono

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di Salvatore Bruno
4 marzo 2021
13:46
La sede del centro socio-sanitario di San Fili dove sono stati somministrati i vaccini
La sede del centro socio-sanitario di San Fili dove sono stati somministrati i vaccini

La diatriba politica innescata dall'opposizione consiliare del piccolo borgo di San Fili, appena 2.600 abitanti secondo i dati dell'ultimo censimento, riguarda le modalità di somministrazione del vaccino agli ottuagenari, avviate il 22 febbraio scorso, in anticipo rispetto a molti altri centri del cosentino, capoluogo compreso.

Dalle stelle alle stalle

Un vanto per l'Asp e per l'amministrazione, che ha coordinato l'avvio della campagna. Ma da comune virtuoso a comune dei furbetti il passo rischia di essere breve, anzi brevissimo. Perché secondo gli esponenti della minoranza il trattamento sarebbe stato somministrato anche a persone non rientranti nelle categorie con priorità. Compreso qualche consigliere di maggioranza. E si sa, quando il paese è piccolo, la gente mormora.


Segnalazioni sospette

«Alcuni cittadini ci hanno contattato per segnalarci alcune anomalie - spiega Andrea Perrone, capogruppo di Evoluzione Civica, formazione della minoranza consiliare che annovera anche Danilo Mazzulla e Ivan Iantorno - A quanto ci dicono il vaccino sarebbe stato somministrato anche a consiglieri della maggioranza, a qualche dipendente comunale, ad altri soggetti non ricadenti nella categoria degli ottuagenari. Abbiamo chiesto notizie in comune e poi anche al centro socio-sanitario. Senza esito».

Basta consultare le liste

Eppure chiarire l'equivoco dovrebbe essere abbastanza semplice. Da qualche parte ci sarà pure una lista dei soggetti vaccinati. Entro 21 giorni, peraltro, queste persone dovranno essere riconvocate per il richiamo. Il direttore sanitario dell'Asp di Cosenza Martino Rizzo, fresco di nomina a capo proprio della task force vaccini assicura una indagine interna, ma nessuno ha ancora ufficialmente smentito la circostanza. E qualche sospetto lo alimenta proprio il silenzio da parte del sindaco Linda Cribari e quello di alcuni consiglieri del gruppo di maggioranza Forgia il Futuro.

Telefoni muti

Il presidente del consiglio comunale Giuseppe Crispini, appena poniamo la fatidica domanda: «Lei si è vaccinato?» chiude la telefonata. Poi stacca il cellulare. Vano il tentativo di contattare altri due amministratori. Uno non risponde, l'altro rifiuta le chiamate. Il direttore del Distretto dell'Azienda Sanitaria Provinciale Ottorino Zuccarelli, si tira fuori dalla polemica politica. «La vicenda riguarda il comune» dice rapidamente ed informalmente, non essendo autorizzato a rilasciare interviste. Ma forse riguarda anche lui, visto che di San Fili è stato per qualche tempo sindaco.

Pronti a chiedere scusa

«Vogliamo capire se ci siano stati abusi, se oltre agli aventi diritto qualcuno ha vaccinato anche gli amici degli amici. Anche ammesso che siano avanzate delle dosi, non è pensabile operare fermando le persone per strada - conclude Andrea Perrone - Se non dovesse essere così siamo pronti a chiedere scusa. Ma ci aspettiamo una smentita ufficiale da parte dell'amministrazione».

Giornalista
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