San Luca, 34 anni fa l’agguato mortale al brigadiere Tripodi

Il carabiniere fu ucciso nel febbraio del 1985 da tre malviventi. La cerimonia di commemorazione avrà luogo domani 5 febbraio

di Redazione
4 febbraio 2019
12:21
Il brigadiere Carmine Tripodi
Il brigadiere Carmine Tripodi

Domani 5 febbraio, alle ore 10.30, in località Ponte Cucuzza di San Luca, avrà luogo la commemorazione del 34° anniversario dell’uccisione del brigadiere Carmine Tripodi, medaglia d’oro al Valor militare, con la resa degli onori e la deposizione di una corona presso il monumento in memoria della vittima.
Alle ore 11.00 nella chiesa di Santa Maria della Pietà di San Luca, la funzione religiosa officiata da mons. Francesco Oliva, vescovo della diocesi di Locri–Gerace, alla presenza delle autorità civili, miliari e giudiziarie del distretto reggino e del circondario di Locri. A seguire, alle ore 11:45 vi sarà la deposizione di una corona al monumento “Brig. M.O.V.M. Carmine Tripodi” nell’omonima piazza di San Luca.

L'agguato 

Alle 21 del 6 febbraio 1985, mentre stava andando a bordo della propria autovettura alla caserma della Compagnia Carabinieri di Bianco subì, in località Cucuzza di San Luca, un agguato ad opera di tre malviventi che, dopo aver bloccato il passaggio del mezzo, esplosero all’indirizzo dell’auto numerosi colpi di lupara, attingendo mortalmente il militare e dileguandosi.
Seppur ferito a morte, il sottufficiale reagì coraggiosamente esplodendo alcuni colpi con la propria arma, ferendo almeno uno dei malviventi in fuga, per poi accasciarsi esanime all’interno della sua autovettura.


Il 5 giugno 1986, in occasione della Festa dell’Arma dei Carabinieri celebrata in Roma, il presidente della Repubblica ha conferito alla memoria del brigadiere Carmine Tripodi la “Medaglia d’Oro al Valor Militare” con la seguente motivazione:
“Comandante di Stazione distaccata, già distintosi in precedenti operazioni di servizio contro agguerrite cosche mafiose, conduceva prolungate, complesse e rischiose indagini che portavano all’arresto di numerosi temibili associati ad organizzazioni criminose, responsabili di gravissimi delitti. Fatto segno a colpi di fucile da parte di almeno tre malviventi, sebbene mortalmente ferito, trovava la forza di reagire al proditorio agguato riuscendo a colpirne uno, dileguatosi poi con i complici. Esempio di elette virtù militari e di dedizione al servizio spinto fino al sacrificio della vita”.

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