Inchiesta Sangue infetto a Cosenza, condannato in appello ex primario

Processo nato in seguito alla morte nel 2013 di un 79enne, sottoposto a trasfusione con una sacca contaminata. Confermata la pena per Marcello Bossio, assolto l'ex direttore sanitario Osvaldo Perfetti

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di Salvatore Bruno
14 luglio 2020
14:48
Un’aula di tribunale
Un’aula di tribunale

La Corte di Appello di Catanzaro, confermando la sentenza di primo grado, ha condannato l'ex primario del reparto di Immunoematologia dell’Annunziata di Cosenza Marcello Bossio, per la morte del 79enne Cesare Ruffolo di Rende, causata il 4 luglio 2013, da una trasfusione di sangue contaminato da un batterio.

Un secondo paziente rischiò la vita

Ribaltato invece il pronunciamento di primo grado relativo alla posizione di Osvaldo Perfetti, all'epoca dei fatti direttore sanitario di presidio dell’ospedale. Un secondo paziente, il 37enne Francesco Salvo, anche lui sottoposto a trasfusione con la medesima sacca di sangue infetta, si salvò solo grazie all’intervento tempestivo dei medici.

L'esito del primo grado

Nel processo di primo grado i giudici condannarono Bossio a due anni di reclusione e Perfetti a sette mesi per omissione di atti d’ufficio, somministrazione di medicinali guasti e, dunque, per la morte dovuta a un atto considerato doloso (pena sospesa per entrambi e interdizione dai pubblici uffici per sei mesi). In appello i giudici hanno confermato la sentenza contro l’ex primario, ma hanno assolto l’ex direttore sanitario del nosocomio della città dei Bruzi.

Giornalista
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