Sanità Calabria, denuncia di Ance e associazioni: «1,5 miliardi non spesi per ospedali e tecnologia»

Fondi e progetti fermi anche per case della salute e restyling di poliambulatori: «Longo solleciti Invitalia e Asp a completare le procedure per cantierizzare le opere finanziate»

 

 

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di Elisa Barresi
20 maggio 2021
06:30
Il cantiere del nuovo ospedale della Sibaritide
Il cantiere del nuovo ospedale della Sibaritide

Parlare di edilizia sanitaria significa intrecciare dei diritti negati nella nostra regione, quali garantire standard qualitativi, strutturali, tecnologici, di efficienza e di umanizzazione delle cure nelle nostre strutture sanitarie ospedaliere e territoriali, come sancito dalla legge 135/2012, nonostante il forte impegno degli operatori sanitari e il diritto al lavoro in una Regione che nel 2020 ha registrato una riduzione dell’8,9% del prodotto interno lordo.

Eppure la Calabria dispone di oltre 1 miliardo e 500 milioni di euro per costruire nuovi ospedali o metterli a norma, per realizzare le case della Salute, per il restyling dei poliambulatori o per acquistare tecnologie sanitarie; finanziamenti inutilizzati, anche da oltre 20 anni come si è verificato per i 14.460.793,17 milioni di euro per l’ammodernamento dell’ospedale di Locri o i 10.370.995,12 milioni di euro per le nuove unità operative di malattie infettive finalizzati dalla legge 135/90 per “la lotta all’Aids”.


La richiesta

Dati che il presidente regionale dell’Ance Giovanbattista Perciaccante, il portavoce di Comunità competente Rubens Curia e Francesco Costantino, componente del coordinamento della stessa Comunità che raggruppa 50 associazioni e comitati hanno snocciolato per portarli all’attenzione del commissario Guido Longo (foto a destra). Proprio al numero uno della sanità calabrese chiedono «di sollecitare Invitalia e le Aziende sanitarie a completare subito tutte le procedure per cantierizzare, finalmente, le opere finanziate».

Cidedono, inoltre, che «Invitalia pubblichi un cronoprogramma con lo stato dell’arte delle procedure e, infine di istituire a livello regionale una cabina di regia che monitorizzi il rispetto della tempistica delle opere programmate. Riteniamo, infatti, che con la partecipazione degli attori sociali e dei rappresentanti delle Istituzioni si garantisca quella trasparenza che possa contrastare la corruzione e la pervasività della ‘ndrangheta di cui il Commissario Longo è un fiero oppositore».

I dati

Durante la conferenza stampa Ance e comunità competente hanno messo a nudo una realtà disarmante: «Nel miliardo e 500 milioni di euro sono stati finanziati dal 2007, con una somma che oggi è lievitata a circa 438 milioni euro, i tre nuovi ospedali della Sibaritide, di Vibo Valentia e della Piana di Gioia Tauro (foto a sinistra); non è stata posta una prima pietra per le otto case della salute con gli oltre 67 milioni assegnati sin dal 2012, anzi siamo riusciti a perderne 17 per cui oggi sono finanziate sei CdS per 48.952.252,43 milioni di euro. Che dire dei 180 milioni di euro assegnati, oltre 6 anni fa, dall’Inail alla nostra Regione per costruire a Reggio Calabria il nuovo ospedale Morelli o gli 86 milioni e 488 mila euro finanziati con la legge 60/2019 per acquistare tac/rmn/ Mammografi ed altre apparecchiature o i 466 milioni e 570 mila euro per il nuovo ospedale di Cosenza, per l’ospedale di Crotone o la Cittadella della Salute di Cosenza o ancora i 235 milioni per il nuovo ospedale di Catanzaro, per la Cittadella della salute di Catanzaro e per il Mater Domini o gli oltre 40 milioni di euro per incrementare i posti letto delle terapie intensive, semintensive e per il restyling dei pronto sSoccorsi dei nostri ospedali come previsto dai Ddca numero 91 del 18/06/20 e 104 del 29/07/20».

Progetti e futuro

Certamente sono finanziamenti importanti che, se utilizzati tempestivamente, avrebbero, anche, contribuito a contrastare la crisi economica della nostra regione. Una volta cristallizzati i ritardi storici accumulati e tenuto conto della legge 60/19, il Generale Cotticelli emanava il 15 aprile 2020 il dca numero 77 con cui approvava lo “Schema tipo di Convenzione da stipulare con Invitalia” per realizzare le opere finanziate con i fondi dell’art. 20 della legge n° 67/88, i fondi Inail, i Pac 2014/2020, le Case della Salute ecc; purtroppo a distanza di 13 mesi dalla pubblicazione del dca ancora tutto è impalpabile.

Per Ance e comunità competente questa è l’ennesima dimostrazione della mancanza di volontà: «Ci saremmo aspettati un forte impegno per recuperare i gravi ritardi accumulati negli anni». Adesso la palla passa a Longo investito di un compito arduo: ricostruire la sanità calabrese partendo da un tesoro disponibile e da progetti pronti a essere cantierizzati.

Giornalista
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