Sanità Calabria, Cgil-Cisl-Uil chiedono incontro al nuovo commissario Zuccatelli

I sindacati lamentano la mancanza di un confronto con Cotticelli e si riservano di presentare un esposto in procura per «conoscere tutte le responsabilità e le negligenze che stanno mettendo la Calabria in seria difficoltà»

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di Redazione
8 novembre 2020
16:25
Giuseppe Zuccatelli
Giuseppe Zuccatelli

Cigl, Cisl e Uil Calabria, in una nota a firma dei rispettivi segretari generale, Angelo Sposato, Tonino Russo e Santo Biondo, chiedono al Commissario straordinario Giuseppe Zuccatelli «un incontro, da espletare già nelle prossime ore, per fronteggiare la grave situazione della sanità in Calabria».

 

«Cgil, Cisl e Uil Calabria, da diverso tempo ormai - si aggiunge nel comunicato - non solo hanno denunciato in tutte le sedi istituzionali, ed anche al Ministro Speranza in prima persona, quelle che sono le carenze note e meno note del settore sanitario, ma hanno soprattutto avanzato delle proposte concrete, delle soluzioni che non hanno mai visto realizzazione per la mancanza di un confronto serio e strutturato, peraltro più volte richiesto, con il commissario uscente Saverio Cotticelli. Un confronto che è mancato e ci ha impedito anche di avere quella chiarezza rispetto ai passaggi strutturali che sono stati realizzati durante le prima ondata del contagio da Coronavirus. Passaggi che, come in altre regioni, sono stati distribuiti per responsabilità con ricadute di tipo regionale, di tipo commissariale e di tipo governativo».

 

«Le novità di queste ultime ore, maturate dopo le gravi affermazioni registrate dalle telecamere di 'Titolo quinto' - sostengono ancora Sposato, Russo e Biondo - sono assai gravi, ma è ancor più grave il fatto che il Piano di emergenza anti Coronavirus esistesse, fosse stato firmato dallo stesso commissario Cotticelli, che invece ha balbettato davanti alle domande serrate del giornalista assumendosi le responsabilità per la mancata applicazione del Piano di emergenza anti Coronavirus, Ma, soprattutto, assume una gravità non scusabile il fatto che, davanti alle necessità del territorio nella lotta al Covid, al fatto che il Governo avesse approvato il Piano predisposto dal commissario Cotticelli, lo stesso non sia stato attuato. È bene ricordare che questo Piano prevedeva una serie di cose di straordinaria importanza in questa delicatissima fase, non più rinviabili, come il potenziamento delle terapie intensive e sub intensive, e l'aumento dei posti disponibili negli ospedali calabresi per affrontare, senza patema d'animo, la probabile crescita esponenziale dei contagi. Così come non è più rinviabile l'indicazione di un ospedale Covid che diventi punto di riferimento per l'intero territorio regionale. La stessa attenzione, poi, dovrà essere prestata alla sanità territoriale, per troppi anni abbandonata al proprio amaro destino, paralizzata da tagli lineari che l'hanno depotenziata e resa di fatto ininfluente sulle dinamiche sanitarie regionali. Il Covid, però, ha reso il re nudo, ha messo in risalto i ritardi e le inefficienze e reso clamorosi gli errori e gli abusi del passato. L'emergenza Coronavirus ha detto chiaramente che è necessario potenziare gli ospedali di periferia e rendere operative le 38 Unità speciali di continuità assistenziale per offrire i servizi domiciliari ai pazienti Covid-19».

 

«Pertanto, a questo punto - concludono i segretari generale di Cgil, Cisl e Uil della Calabria - chiediamo l'avvio immediato di un confronto con il commissario straordinario Giuseppe Zuccatelli, ma chiediamo anche, riservandoci su questo di presentare un esposto alla Procura della Repubblica di Catanzaro, di conoscere tutte le responsabilità, le negligenze diffuse che stanno mettendo la Calabria in seria difficoltà nella gestione della seconda ondata di contagi da Coronavirus. Quanto si è registrato sino ad oggi non è accettabile. Vanno perseguite tutte le responsabilità perché si sta presentando un'opportunità irripetibile per la Calabria: recuperare alla legalità un settore importante per la nostra regione sia dal punto di vista sociale che da quello economico».

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