Sanità, tra Zuccatelli e Strada spunta il calabrese D'Andrea: sarà triade commissariale?

Originario di Cerchiara, dopo una carriera trentennale nella Guardia di Finanza ha ricoperto ruoli di manageriali e di governance in Telecom e Sogei. Ha collaborato anche con il pool di Mani pulite

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di Salvatore Bruno
16 novembre 2020
12:01
Da sinistra Giuseppe Zuccatelli, Federico Maurizio D’Andrea e Gino Strada
Da sinistra Giuseppe Zuccatelli, Federico Maurizio D’Andrea e Gino Strada

Tra Giuseppe Zuccatelli e Gino Strada, spunta un terzo candidato a ricoprire il ruolo di Commissario ad acta per il Piano di rientro dal disavanzo del settore sanitario della Regione.

Origini calabresi

Si tratta di Federico Maurizio D'Andrea, 61 anni, un curriculum lungo quanto un lenzuolo matrimoniale nel quale si ravvede ampia corrispondenza ai canoni di etica, competenza e capacità richiesti dal delicato ruolo rimasto vacante dopo l'estromissione di Saverio Cotticelli e la mancata pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della nomina di Giuseppe Zuccatelli, annunciata ma non ancora ratificata dal Governo. D'Andrea è un calabrese, originario di Cerchiara, centro della provincia di Cosenza arroccato nel massiccio del Pollino, affacciato sul mar Jonio.


Curriculum prestigioso

In tasca ha due lauree. La prima conseguita nel 1985 in giurisprudenza all'Università di Perugia. La seconda alla Sapienza di Roma in economia e commercio. È abilitato sia all'esercizio della professione di avvocato, sia a quella di commercialista. È inoltre iscritto nel registro dei revisori contabili. Vanta anche una carriera trentennale nel corpo della Guardia di Finanza. Ha vestito la divisa nel 1977 arrivando a ricoprire anche di ufficiale. Il suo ultimo incarico risale al 2007 a Bergamo dove da colonnello, ha esercitato le funzioni di comandante provinciale.

Legato al pool di Mani pulite

Nel 2006 è stato anche nominato vice capo dell'Ufficio Indagini della FIGC in occasione dello scandalo calciopoli, dall'ex Procuratore di Milano Francesco Saverio Borrelli, noto per aver diretto il pool di Mani pulite. Dell'inchiesta Tangentopoli peraltro si è occupato in oprima persona tra il 1995 ed il 1999 su specifiche deleghe della procura milanese dove ha goduto anche della stima di Gherardo Colombo, con il quale è rimasto un solido rapporto di amicizia. All'alba del terzo millennio è stato anche professore a contratto di Diritto penale commerciale nel corso di laurea di Discipline Economiche e Sociali dell'Università della Calabria e docente di Storia dell'industria alla Federico II di Napoli.

Esperienze manageriali e di governance

È stato Direttore Audit del Gruppo Telecom e Presidente di Sogei Spa. Attualmente fa parte della Commissione trasparenza e legalità del Comune di Milano ed è presidente degli organismi di vigilanza di A2A e del Banco BPM. È stato inoltre componente dell'organismo di vigilanza del Sole 24 Ore.

Ipotesi triade commissariale

Tra i due litiganti, insomma, spunta il terzo incomodo. Ma il Governo, per rimediare ai pasticci combinati nelle ultime settimane, potrebbe anche adottare la soluzione della triade con compiti specifici. L'ex colonello della guardia di finanza potrebbe mettere mano ai conti ed intervenire sui tanti lati oscuri della sanità calabrese, spesso contigui ad ambienti massonici e 'ndranghetisti. Zuccatelli dovrebbe occuparsi della complessiva riorganizzazione della rete territoriale ed ospedaliera, nella prospettiva del lungo termine mentre a Gino Strada toccherebbero le deleghe sull'emergenza pandemia.

Giornalista
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