Sant'Anna hospital di Catanzaro, il commissario Longo firma l'accreditamento

Resta sullo sfondo la sottoscrizione del contratto che dovrà avvenire a cura dell'Asp e l'inchiesta Cuore matto, in cui la clinica è rimasta coinvolta per una presunta truffa ai danni del sistema sanitario

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di Luana  Costa
11 marzo 2021
16:06

E infine il commissario ad acta, Guido Longo, taglia il nodo gordiano a cui per mesi è rimasto appeso il Sant'Anna Hospital di Catanzaro e ne decreta l'accreditamento. Il provvedimento è stato assunto nella giornata odierna attraverso l'adozione di un apposito dca vergato appunto dal commissario, Guido Longo, e dal dirigente generale del dipartimento Tutela della Salute, Francesco Bevere. 

L'accreditamento

Il provvedimento dispone l'accreditamento della clinica privata il cui legale rappresentante è identificato nel presidente del Consiglio di amministrazione, Giovanni Parisi, con 20 posti letto di Cardiochirurgia, 25 posti letto di Cardiologia con Emodinamica, 4 posti letto di Utic, 10 di Terapia Intensiva, 2 posti letto di day hospital e 20 di Chirurgia Vascolare.


Il nodo del contratto

Il commissario ad acta, però, precisa che «l'accreditamento non determina automaticamente il diritto del privato ad accedere alla fase contrattuale e può essere soggetto a revisione in relazione al mutarsi delle condizioni che ne hanno originato l'adozione». Nonostante il superamento degli scogli amministrativi, la strada resta tutta in salita per la clinica privata, minata da una crisi di liquidità prodotta dalla mancata sottoscrizione del contratto con l'azienda sanitaria provinciale di Catanzaro per le attività svolte nel 2020 in favore della sanità pubblica. 

La palla passa all'Asp

«E, dunque, il presente provvedimento - aggiunge ancora il commissario ad acta - non comporta l'obbligo per le aziende e gli enti del servizio sanitario di procedere alla stipula degli accordi contrattuali. L'azienda sanitaria competente prima della sottoscrizione di tali accordi è tenuta ad accertare la compatibilità con il fabbisogno predeterminato dalla programmazione regionale nonchè con gli specifici fondi aziendali». Proprio sul punto l'Asp di Catanzaro è stata sollecitata di recente, attraverso una sentenza del Tar, ad esprimersi entro 60 giorni sulla volontà o meno di sottoscrivere il contratto con la clinica che le consentirebbe di ricevere così i crediti vantati per un valore di oltre 20 milioni di euro.

Lo spettro dell'inchiesta

Ma non è tutto. Sulla scorta della recente delibera vergata dalla commissione prefettizia che guida l'azienda sanitaria provinciale di Catanzaro, il commissario vincola sia Asp che l'organismo tecnicamente accreditante «nell'ambito dell'attività di vigilanza di rispettiva competenza, di effettuare ulteriori, necessarie verificare per fare emergere eventuali sitazioni di non rispondenza ai requisiti stabiliti, nonchè di valutare eventuali ulteriori sviluppi dell'inchiesta giudiziaria meglio conosciuta come Cuore matto da cui emergerebbe gravissima truffa ai danni dell'azienda sanitaria provinciale di Catanzaro e conseguentemente ai danni del sistema sanitario della Regione Calabria». Un richiamo contenuto non a caso nel provvedimento assunto proprio ieri dalla commissione prefettizia.

Giornalista
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