Sant'Anna Hospital, il Cda si appella a Mattarella: «Ci ascolti»

La clinica catanzarese versa in una crisi di liquidità a causa della mancata sottoscrizione del contratto 2020. L'Asp non ha rimborsato le prestazioni erogate in regime di accreditamento

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di Redazione
2 febbraio 2021
16:46
I dipendenti del Sant’Anna Hospital in agitazione
I dipendenti del Sant’Anna Hospital in agitazione

Questa volta l'appello viene indirizzato al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, al ministro della Salute Roberto Speranza e al suo vice Pier Paolo Sileri. Alza il tiro il presidente del Consiglio d'amministrazione del Sant'Anna Hospital di Catanzaro, Giovanni Parisi, clinica privata accreditata che dallo scorso dicembre è precipitata in una crisi di liquidità, dovuta alla mancata sottoscrizione da parte dell'Asp di Catanzaro del contratto per il 2020 da cui ne è conseguito il mancato rimborso delle prestazioni assistenziali erogate per conto della sanità pubblica. 

Pubblico appello

«Facciamo un pubblico appello per urgente incontro istituzionale al fine di poter praticare un confronto sulle motivazioni che stanno alimentando la crisi irreversibile del Sant’Anna Hospital» la richiesta firmata anche dal direttore sanitario, Soccorso Capomolla è indirizzata anche al presidente ff della Regione Calabria Nino Spirlì, al commissario ad acta Guido Longo, al dirigente generale del dipartimento Tutela della Salute Francesco Bevere, alla terna commissariale che guida l'Asp di Catanzaro e al direttore sanitario Ilario Lazzaro. 


Crisi di liquidità

«A seguito dell’attuale difficile fase gestionale del Sant’Anna hospital e di un corto circuito istituzionale sulla catena delle responsabilità decisionali, vigilia di Natale è stato ordinato dall’azienda sanitaria provinciale di Catanzaro che “il Sant’Anna Hospital di Catanzaro non potrà erogare prestazioni con onere a carico del servizio Sanitario Regionale”. Tale decisione, irrituale in termini di contenuti (poiché non sono intervenute, ancora, le condizioni previste dall’art 9 di cui alla legge n. 24 del 2008 per la sospensione ad oras dell’autorizzazione all’esercizio,) e forma (non è stato emesso decreto di revoca formale dell’accreditamento da parte del dirigente generale del dipartimento della Regione Calabria) ha creato una grave condizione di rischio sulla sanità pubblica, soprattutto in questa fase di crisi della sanità ed emergenza pandemica  con l’interruzione di un servizio di pubblica utilità.  

Nessuna comunicazione

Il Tar regionale riconoscendo tale distorsione ha annullato il provvedimento dell’Asp riattivando l’accreditamento del Sant’Anna Hospital. Tuttavia, permane il blocco delle attività a causa della mancanza di liquidità conseguente ai mancati ristori delle prestazioni legittimamente ed appropriatamente erogate per il 2020. Nessuna comunicazione istituzionale è pervenuta alla direzione dopo la sentenza del Tar Calabria.  In questo mese di inattività, circa 300 procedure sono state bloccante condizionando un aumento della mobilità passiva e disagio al caregivers. Nonostante siano state ottemperate tutte le prescrizioni richieste delle competenti commissioni, e nonostante siano state effettuate decine di richieste di incontro, a tutt’oggi assistiamo a riunioni della struttura commissariale con i sindacati, evitando ogni confronto con il nuovo consiglio di amministrazione dell’azienda».

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