Santa Maria del Cedro, trattamento sanitario obbligatorio per Salvatore

Il giudice ha autorizzato il Tso per l'uomo che ora potrà ricevere cure adeguate in una struttura ospedaliera pubblica. La sua storia di abbandono e indifferenza era venuta alla luce dopo un nostro servizio

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di Francesca  Lagatta
21 giugno 2019
12:51

Il giudice tutelare del tribunale di Paola ha convalidato la richiesta di trattamento sanitario obbligatorio nei confronti di Salvatore, l'uomo di origini campane che da anni dimora a Santa Maria del Cedro e che fino a tre giorni fa viveva in condizioni di assoluto disagio sociale. Ora, finalmente, potrà ricevere cura adeguate, grazie a un nostro servizio che ha reso pubblica la vicenda. La richiesta di tale provvedimento è a firma del sindaco di Santa Maria del Cedro, Ugo Vetere, che, chiamato preventivamente in causa per la ricostruzione dei fatti, ha subito messo in campo le sue competenze per mettere fine al triste epilogo. L'avvocato Vetere ha agito affiancato dalla vicesindaca Roberta Rizzo, che ricopre anche il ruolo di assessore alla Politiche Sociali.

Provvedimento motivato

Secondo il tribunale paolano, la decisione di convalidare il provvedimento di Vetere risiede nelle accertate «alterazioni psichiche manifestate» tali da richiedere la degenza ospedaliera. Secondo diversi testimoni, l'uomo, che ha alle spalle una storia personale drammatica scandita da abbandoni famigliari e abuso di alcool, fino a pochi mesi fa sarebbe stato in grado, tutto sommato, di badare in qualche modo a se stesso. Negli ultimi tempi, invece, il suo disagio si era inasprito tanto da diventare un pericolo per sé e per gli altri. Nelle ultime settimane, infatti, avrebbe rischiato di provocare incidenti sulla ss18 e di finire investito più volte, mentre altri testimoni raccontano di averlo visto più volte espletare i propri bisogni fisiologici all'aperto e nelle area vicini a esercizi commerciali.

La nuova vita nel giorno del suo compleanno

Prima che la sua storia diventasse virale sul web, tutti conoscevano Salvatore, ma in pochi il suo nome o la sua storia. L'uomo, nativo di Portici ma ufficialmente residente a Cleto, non ha più amici, non ha un telefono cellulare e parla raramente. Dormiva in una casa diventata una vera e propria discarica e passava le sue giornate a correre senza una meta da un posto all'altro della cittadina santamariaese. Le sue condizioni igieniche e mentali non gli consentivano più di avere una vita sociale e così era diventato un "invisibile", un emarginato, un peso per lo Stato e per la società. Lo abbiamo osservato per settimane per capire come e quando avvicinarlo e, dopo aver informato tutte le autorità preposte, tre giorni fa abbiamo mandato in onda il servizio che potrebbe cambiargli la vita mettendo fine a una situazione drammatica. Nello stesso pomeriggio, medici e forze dell'ordine sono arrivati sul posto per eseguire un ordine di trattamento sanitario obbligatorio, a cui è seguito il ricovero in una struttura pubblica. Oggi scopriamo per caso che tre giorni fa era il suo compleanno, il suo 61esimo compleanno. Salvatore, come risulta dai documenti, è nato infatti il 18 giugno del 1958.

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