Donna trovata morta a Scalea, gli inquirenti non escludono nessuna ipotesi

Indagini serrate per ricostruire quanto accaduto nell'appartamento dove la 36enne viveva. Un testimone racconta: «In quella casa succedevano sempre casini»

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di Francesca  Lagatta
23 dicembre 2018
17:30

Il tragico epilogo di una storia fatta di degrado sociale e solitudine. Questa è l'unica cosa certa sul ritrovamento del cadavere di una donna avvenuto questa mattina, intorno alle 8, nel piazzale di parco Juliano a Scalea. La vittima, sudamericana, classe 1982, viveva in un appartamento di 30 metri quadri al terzo piano di un condominio, ma sarebbe precipitata dal quarto, cadendo dal terrazzo situato a quasi venti metri di altezza

Il ritrovamento

Ad accorgersi del corpo della donna, un suo vicino di casa, sceso in strada poco prima delle 8. L'ha trovata esanime, in una pozza di sangue, e ha lanciato subito l'allarme. Sul posto sono arrivati tempestivamente i soccorsi, che ne hanno decretato il decesso, e gli uomini dell'Arma della tenenza di Scalea, coordinati dal neo capitano Andrea Massari per provare a fare luce sull'accaduto. Per i rilievi del caso sono stati chiamati gli addetti indagini scientifiche del nucleo di Cosenza, a cui ha assistito il Pm di turno alla procura di Paola. 

Le ipotesi

Quello che inizialmente sembrava un suicidio, con il passare delle ore ha lasciato spazio ad altri possibili scenari. Attualmente gli inquirenti stanno vagliando la pista dell'omicidio maturato negli ambienti della prostituzione, anche se al momento non risultano possibili sospettati.

L'unica testimonianza 

Nessuno parla, nessuno ha sentito niente, né sulla sua vita né al momento dell'accaduto, nessuno sembra neppure conoscerla quella donna, nonostante la tragedia si sia consumata in una popolosa zona residenziale. Chi prova anche solo a nominarla davanti alle telecamere viene fermato dalla gente che assiste alle operazioni della scientifica, perché, dice, poi verrebbe riconosciuto e chiamato a testimoniare. 

Solo un uomo sceglie di parlare con i cronisti arrivati sulla scena, anche se non vuole essere ripreso. «Quattro o cinque mesi fa, era già successo un casino dentro quella casa, qualcuno è arrivato da fuori, è entrato in casa, ha rotto tutto, ha picchiato tutti, c'era tutto il sangue. Io ho avvisato la signora di quel palazzo - indica con la mano - ho chiamato un'altra ragazza, l'ho detto a chiunque. L'aveva già detto anche alla signora Rosa, questa deve andare via perché fa sempre casini». 

 

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