Scoperta una nuova piantagione di marijuana nel Reggino, avrebbe fruttato 150mila euro di guadagni

Le piante erano state coltivate in località Mojo a Cosoleto in una zona boschiva e difficile da raggiungere. Dopo aver prelevato dei campioni, sono state distrutte

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di Redazione
23 agosto 2021
14:05
La piantagione rinvenuta a Cosoleto
La piantagione rinvenuta a Cosoleto

Ieri pomeriggio, a Cosoleto, i Carabinieri della Compagnia di Palmi e dello Squadrone Eliportato Cacciatori “Calabria” hanno rinvenuto una piantagione composta da circa 100 piante di Marijuana, verosimilmente del tipo cannabis indica, dell’altezza media di un metro e mezzo cadauna in pieno stato vegetativo ed un peso complessivo all'incirca di 100 kg, che avrebbe fruttato sul mercato della droga illeciti profitti sino ad un importo di oltre 150mila euro.

 La piantagione in località Mojo

In particolare, in località Mojo, i Carabinieri hanno rinvenuto una zona adibita a coltivazione di circa 100 piante di marijuana, situata in area scoscesa e difficile da raggiungere. Nelle immediate adiacenze è stato altresì rinvenuto un impianto di irrigazione in stato di efficienza e vari attrezzi agricoli verosimilmente utilizzati per l’illecita coltivazione. La piantagione era stata occultata tra la fitta vegetazione ed è stata rinvenuta a conclusione di una vasta attività di rastrellamento svolta sinergicamente dai militari a seguito di mirato servizio coordinato dalla Compagnia Carabinieri di Palmi.


Il sequestro

La piantagione, previa campionatura, è stata distrutta in loco mentre i campioni prelevati, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, sono stati sequestrati e saranno successivamente trasmessi al Ris di Messina per le analisi tossicologiche del caso.

L’intervento rientra nell’incessante lotta alle piantagioni posta in essere dai Carabinieri del Gruppo di Gioia Tauro: dall’inizio dell’estate, nei territori delle tre Compagnie Carabinieri di Gioia Tauro, Palmi e Taurianova, sono state rinvenute e distrutte circa 6000 piante e sono state arrestate tre persone, a conferma di come questo business illegale, necessiti di una vigilanza e contrasto costanti da parte dei militari dell’Arma.   

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