La prima campanella

Scuola, primo giorno con green pass: 4 milioni in classe ma rischio caos per controlli all’ingresso

Bisognerà attendere ancora una settimana in Calabria, tempo che gli istituti scolastici potranno sfruttare per mettere a punto tutte le nuove misure di contenimento del Covid imposte dal Governo 

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di Redazione
13 settembre 2021
08:05

Test salivari, finestre aperte o impianti di aereazione, mascherine, piattaforma per verificare i green pass a docenti e personale scolastico: sono gli ingredienti "anti Covid" per il ritorno in presenza a scuola. Debutta stamane il Green pass che andrà controllato non solo al personale scolastico -i controlli sono avvenuti con una app già dai giorni scorsi, oggi entra in funzione una apposita piattaforma - ma anche ai genitori degli alunni che entrano in istituto e chiunque abbia accesso agli atenei. La paura che, quest'ultima misura, possa creare caos agli ingressi degli istituiti scolastici. 

Inizia per 3.865.365 alunni, questa mattina l'anno scolastico. Bisogna attendere, invece, ancora una settimana di tempo invece per la Calabria. Sette giorni in più per mettere a punto le ultime direttive del ministero che puntano a fare lezione in presenza dopo due anni difficili per il mondo della scuola. L'ultima novità in materia di contrasto al virus tra i banchi è il certificato verde richiesto non solo a tutti coloro che operano nella scuola ma anche ai genitori degli alunni, una notizia che ha scatenato la rabbia e la protesta di molte famiglie. 


La Calabria e Puglia sono le ultime due regioni in ordine di tempo a tornare in classe, lunedì 20 settembre. Oggi le scuole riaprono in Abruzzo, Basilicata, Emilia-Romagna, Lazio, Lombardia, Piemonte, Umbria, Veneto, Valle d’Aosta e alla Provincia di Trento. Domani sarà la volta degli studenti della Sardegna, mercoledì di Campania, Liguria, Marche, Molise e Toscana, e il 16 settembre del Friuli Venezia Giulia e della Sicilia. 

Il personale scolastico vaccinato supera ad oggi il 93%, in cinque regioni raggiunge il 100%: Abruzzo, Campania, Friuli Venezia Giulia, Lazio e Toscana. Le mascherine, almeno per ora, andranno indossate e si potranno togliere solo alla mensa e in palestra; saranno fornite dalle scuole come lo scorso anno. La proposta del ministro Bianchi e contenuta nel decreto del 6 agosto di toglierle se tutti vaccinati per ora è slittata, ma si sta ancora ragionando sulle linee guida.

Green pass per genitori: il decreto

«Fino al 31 dicembre 2021, termine di cessazione dello stato di emergenza, al fine di tutelare la salute pubblica, chiunque accede a tutte le strutture delle istituzioni scolastiche, educative e formative (...) deve possedere ed è tenuto ad esibire la certificazione verde Covid-19», prevede il decreto. «La disposizione di cui al primo periodo non si applica ai bambini, agli alunni e agli studenti nonché ai frequentanti i sistemi regionali di formazione, ad eccezione di coloro che prendono parte ai percorsi formativi degli Istituti tecnici superiori», prosegue il testo, che definisce i soggetti esentati dall'obbligo. Il timore è che, soprattutto nelle scuole dell'infanzia, si creino “ingorghi” e lunghe attese. Nella scuola frequentata dai bambini di età tra i 3 e i 5 anni, la presenza dei genitori è la norma soprattutto nelle giornate dell'inserimento

Scuola e Covid, quarantena solo singole classi o istituti

Niente più Regioni intere con studenti a casa, si tenterà di fare ricorso alla Dad il meno possibile. «È scritto chiaramente nel decreto del 6 agosto, il 111 - ha spiegato il ministro Bianchi in una intervista a Repubblica -: se in un istituto si certifica un focolaio, si isola l'istituto. Se il contagio è in una classe, si isola la classe. Non vedremo più intere regioni con i plessi chiusi per il Covid. Abbiamo scelto un approccio strutturale per non tornare più in Dad».

E però il tema delle quarantene, nel caso vi sia un positivo in classe, ha sollevato diversi dubbi tra i presidi. Lo scorso anno erano si trattava di 10 giorni che diventavano poi 14 per poter avere l'esito del tampone dopo l'isolamento, ora la legge prevede che per i vaccinati scenda a 7 giorni ma i dirigenti scolastici mettono in guardia dalla difficoltà che sorgeranno in classi in cui una parte è vaccinata un'altra no, con periodi di quarantene, dunque, diversi.

Scuola e Covid, test salivari a campione e ricambio dell'aria

Per quello che riguarda i test salivari, il piano prevede di monitorare almeno 55mila alunni ogni 15 giorni. Un campione, dunque, di circa 110mila studenti al mese, rappresentativo della popolazione scolastica di riferimento che ammonta ad un totale di circa 4 milioni 200mila alunni. Ad essere coinvolti, su base volontaria, studenti delle classi primarie e secondarie di primo grado, ossia elementari e medie. «Con i test salivari - ha spiegato il minisstro dell'Istruzione Patrizio Bianchi - si parte dalle scuole sentinella e poi lo strumento si estende agli altri. Ma l'allargamento è una misura che sarà decisa con il generale Figliuolo e le autorità sanitarie», ha ribadito il ministro.

Per il ricambio dell'aria il Comitato tecnico scientifico ha stabilito che dovrà essere assicurato aprendo le finestre ma sono stati stanziati fondi con i quali le scuole possono autonomamente decidere di installare impianti di filtraggio e pulizia dell'aria «anche perché un conto è aprire le finestre in inverno a Bolzano, altro è farlo a Palermo», ha osservato il ministro dell'Istruzione Patrizio Bianchi.

Scuola e Covid, niente distanziamento in classe

Altra grossa novità: niente distanziamento di un metro in classe. «Abbiamo seguito le indicazioni del Comitato tecnico scientifico che si è mosso sulla base del forte aumento delle vaccinazioni», spiega Bianchi, accennando a dati incoraggiati anche fra gli studenti: «Due terzi, nella coorte 12-19 anni, sono alla prima dose. Tra i 16 e i 19 anni saliamo sopra il 70 per cento. Le scuole saranno sicure. Abbiamo lavorato molto, alla scuola abbiamo dato risorse, personale. Abbiamo fatto tutto quello che c’era da fare». «Siamo tornati in classe - ha sottolineato il ministro Bianchi - è una gioia vedere le classi piene di ragazzi. Riparte una scuola che deve non solo riaprire - in molte regioni è stata aperta lo scorso anno - ma anche ripensarsi, deve tornare a essere il centro della nostra comunità ed essere conscia di se stessa. Il compito della scuola quest’anno è farci sentire Paese». 

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