Scuole Calabria, Granato (M5s): «Cosa ha fatto Spirlì perché gli studenti rientrino in classe?»

Mentre si attende la pronuncia del Tar sull'ordinanza di chiusura, la senatrice cinquestelle attacca il presidente facente funzioni: «Ci dica come sono stati usati fondi e poteri e perché non si è occupato dei trasporti»

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di Redazione
8 gennaio 2021
10:05

«Ancora una volta la Calabria si distingue per il differimento della riapertura delle scuole. Il paternalismo e il buonismo non bastano più a 8 mesi dal primo lockdown, adesso ci vogliono risposte, a fronte di diritti negati a migliaia di studenti». È quanto afferma la senatrice cinquestelle Bianca Laura Granato in merito all’ordinanza del presidente facente funzioni della Calabria, Nino Spirlì, che stabilisce il calendario della chiusura delle scuole di diverso ordine e grado tra il 15 e il 31 gennaio.

Un provvedimento avversato anche da una parte di genitori, che sono ricorsi al Tar. La pronuncia dei giudici amministrativi in merito è attesa per oggi.


«Il governatore Spirlì ci dica cosa ha fatto e sta facendo per consentire agli studenti calabresi di frequentare in presenza – afferma la senatrice Granato -. Incominciamo da qui e facciamo in modo che anche i ragazzi delle superiori possano rientrare a scuola nelle percentuali previste dal CTS, come nella maggioranza delle regioni d’Italia».

Quindi, il capitolo trasporto pubblico. «Con quelli aggiunti in legge di bilancio ammontano a 450 milioni di euro i fondi messi a disposizione delle regioni per il TPL – ricorda la senatrice -.  Invece di stare sulla riva del fiume ad aspettare la prossima scadenza della riapertura per rispolverare sempre le stesse scuse, dato che gli enti locali hanno avuto prorogati anche i poteri commissariali straordinari conferiti loro addirittura ad aprile 2020, dia ai calabresi delle doverose risposte. Sono state aumentate le corse dei mezzi, sono state stipulate convenzioni con i privati? Ci dica Spirlì e ci dicano sindaci e presidenti di Provincia cos’hanno fatto di poteri e soldi che finora hanno avuto dal governo per consentire il funzionamento delle scuole in presenza».

E ancora: «Esistono sistemi di ricambio dell’aria che possono essere installati nelle aule, si è pensato ad attingere ai fondi disponibili anche presso il ministero dell’Istruzione, presso la Cassa depositi e prestiti, oltre a quelli dati cash ai singoli enti locali, per poterli istallare? Le soluzioni ci sono – conclude la parlamentare - ma la scuola sembra essere l’ultimo pensiero di chi solo qualche mese fa faceva l’assessore alla cultura. Semplicemente grottesco e paradossale».

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