‘Ndrangheta a Reggio, sigilli ai beni di Giuseppe Raso

Il provvedimento è stato eseguito dai Carabinieri del comando provinciale reggino su ordine della Corte d'Appello. L'uomo, chiamato “avvocaticchio”, è stato condannato a sei anni di carcere per associazione mafiosa e coinvolto nelle inchieste Crimine e Saggezza. Sequestrato anche il patrimonio della moglie Maria Filippone e dei figli Antonio, Rocco e Francesco

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di A. P.
25 febbraio 2019
18:06
Giuseppe Raso
Giuseppe Raso

Ammonta 750 mila euro il valore dei beni sequestrati dai carabinieri del comando provinciale di Reggio Calabria alla famiglia di Giuseppe Raso, 78 anni originario di Antonimina. L’ordinanza di sequestro preventivo e confisca di beni mobili, immobili, imprese e prodotti finanziari è stata emessa dalla Corte d’Appello reggina, su richiesta della Procura Generale reggina nei confronti non solo di Giuseppe Raso, ma anche della moglie Maria Filippone e dei figli Antonio Raso, 31enne detenuto, Rocco Raso, 32 anni e Francesco Raso, 27 anni. L’attività scaturisce dalle indagini effettuate dal nucleo investigativo dei carabinieri, sotto il coordinamento  del procuratore generale reggino Bernardo Petralia, all’esito della condanna a sei anni di reclusione per associazione mafiosa e all’interdizione perpetua dei pubblici uffici di Giuseppe Raso, soprannominato “avvocaticchio”, nel 2011 e nel 2012 arrestato nell’ambito delle operazioni “Crimine” e “Saggezza”.

 

In particolare l’Arma avrebbe accertato la sproporzione del valore dei beni posseduti rispetto ai redditi dichiarati ai fini delle imposte, analizzati nell’arco temporale 2000-2017 e l’insussistenza di fonti di reddito idonee a generare tali accumulazioni patrimoniali. Peraltro, negli ultimi anni i coniugi Raso-Filippone sono stati più volte deferiti dai Carabinieri all’autorità giudiziaria per alcuni episodi di pascolo abusivo e incontrollato di bovini tra Antonimina e Cittanova, fenomeno meglio noto come “vacche sacre” che ha avuto una particolare attenzione da parte della Prefettura e delle forze di Polizia, con la creazione di una task force dedicata e lo svolgimento di continui servizi di ricerca e cattura dei bovini vaganti. Con l'operazione di oggi sono stati sequestrati un’impresa di allevamento di bovini, oltre cento capi di bestiame, un terreno, due fabbricati e svariati rapporti bancari, titoli obbligazionari e polizze assicurative, ubicati tra Antonimina, Cittanova, Locri e Siderno.

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