L’indagine

Sequestrati oltre 6 milioni di euro a imprenditore cosentino: sigilli a strutture alberghiere e 99 immobili

Il destinatario del provvedimento operante nei settori alberghiero, immobiliare e compravendita autoveicoli. Era stato già indagato per usura, truffa ed estorsione (ASCOLTA L'AUDIO)

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di Redazione
21 dicembre 2021
11:21

Finanzieri del Comando provinciale della Guardia di finanza di Cosenza e del Nucleo Speciale di Polizia Valutaria, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Cosenza, hanno ultimato l’esecuzione di un provvedimento emesso dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Catanzaro, con il quale è stata disposta, nei confronti di un imprenditore cosentino, l’applicazione della misura di prevenzione patrimoniale del sequestro dei beni nella sua disponibilità.

Tra i beni sottoposti a sequestro, sono ricomprese due strutture alberghiere site nella provincia di Cosenza, 99 immobili ubicati nelle province di Cosenza, Roma, Milano e Varese, 18 autoveicoli e 2 motoveicoli di grossa cilindrata, quote societarie, rapporti bancari e finanziari, con valore catastale di oltre 6 milioni di euro.


Le indagini

Nel dettaglio, il provvedimento eseguito, si fonda sulle risultanze delle attività investigative dalle quali è emerso che l’imprenditore operante nei settori alberghiero, immobiliare e compravendita autoveicoli, già a partire dalla fine degli anni ’80, aveva posto in essere condotte illecite per reati di natura economico-finanziaria, che, protratte nel tempo, gli avrebbero permesso di accumulare un patrimonio illecito di rilevanti dimensioni.

Le investigazioni svolte hanno preso spunto da plurimi precedenti penali dell'imprenditore per i reati di usura, truffa ed estorsione. Questi elementi sono stati integrati con le risultanze delle indagini condotte da diverse Procure della Repubblica, che hanno consentito di appurare, allo stato delle emergenze investigative, come il
soggetto destinatario della misura avesse creato, un rapporto duraturo con altri soggetti dediti alle truffe nei confronti dell’erario e alle bancarotte, tale da produrre reciproci vantaggi, sia sul territorio calabrese che in diverse zone del territorio nazionale (in particolare Lazio e Lombardia).

Le successive indagini a carattere economico/patrimoniale hanno fatto emergere la sproporzione esistente tra il profilo reddituale e quello patrimoniale del soggetto proposto e del suo nucleo familiare, avvalendosi anche di prestanome.
In tale ambito, è stata determinante la ricostruzione dei flussi finanziari, anche mediante la disamina di numerose segnalazioni di operazioni sospette.
Alla luce di tali complessive risultanze, su richiesta della Procura di Cosenza, la Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Catanzaro ha disposto, con tale provvedimento, il sequestro finalizzato alla confisca del patrimonio riconducibile all’imprenditore cosentino.

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