Costrette a prostituirsi sotto minacce di morte e violenze: sette arresti nel Reggino

VIDEO-NOMI | Sono accusati di concorso nel reato di sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione mediante la gestione di varie “case di incontri”.Le indagini hanno accertato quasi mille clienti, ciascuno pronto a pagare da un minimo di 50 euro fino a 200 euro per incontri a domicilio

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di Redazione
20 luglio 2019
09:06

Sono dieci le persone raggiunte da un'ordinanza di custodia cautelare nell'ambito di un'operazione condotta dai militari della Compagnia Carabinieri di Locri, con la collaborazione dei Comandi dell’Arma territorialmente competenti su tutto il territorio italiano, e coordinata dalla Procura, ponendo così fine alle terribili condizioni di sfruttamento di ragazze indifese costrette a prostituirsi. Si tratta di Salvatore Buttiglieri, di Grotteria 65 anni; Najia Karfi dettaAngela, 45 anni, residente a Siderno; Antonio Leone 52 anni, residente a Zumpano; Saloua Nadir, 31 anni, residente a Siderno ma domiciliata a Vicenza; Giovanni Alessi, 45 anni, residente a Siderno, domiciliato a Cittanova; Giuseppe Reale, 71 anni, di Siderno; Felicia Veras Reyes, 41 anni, residente a Caulonia.

 

I primi tre sono sottoposti alla misura della custodia cautelare in carcere, gli altri quattro alla misura degli arresti domiciliari; tutti sono accusati – a vario titolo – di concorso di persone nel reato di sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione mediante la gestione di varie “case di incontri”.

Altre tre indagate destinatarie di misura cautelare in carcere sono attualmente irreperibili e attivamente ricercate dagli uomini dell’Arma in Italia e all’estero.

Alcune ragazze erano costrette a prostituirsi per le minacce di morte e le violenze subite da sfruttatori senza scrupoli ed anche per evitare che si concretizzassero analoghe intimidazioni nei confronti della famiglie di origine.  

 

L’esito delle indagini ha delineato il ruolo di Saluoa Nadir che, con la complicità di una delle ricercate riusciva a gestire tutta l’attività illecita che ruotava intorno ad un appartamento da lei affittato a Siderno, di proprietà di Giovanni Alessi. Emergeva altresì che la stessa gestiva analogamente un altro appartamento nel centro di Milano ove ospitava varie prostitute perché esercitassero l’attività di meretricio, organizzando gli incontri e pattuendo con i clienti anche il prezzo della prestazione da consegnare; delle altre due ricercate che, con la complicità del cosentino Antonio Leone - quest’ultimo già coinvolto in altre analoghe inchieste - riuscivano a gestire appartamenti situati nei comuni di Siderno e di Rende, il cui proprietario Giuseppe Reale era chiaramente a conoscenza dell’attività svolta, consentendone il “particolare” utilizzo; di Najia Karfi , in arte “Angela”, la quale oltre a prostituirsi all’interno della sua abitazione, organizzava incontri sessuali a pagamento per conto di altre prostitute, facendo da tramite tra queste ultime ed i clienti e mettendo a disposizione un appartamento in cambio di denaro; di  Felicia Veras Reyes che, quando si trovava fuori dal comprensorio di Siderno, organizzava incontri sessuali a pagamento in favore di altre ragazze sue conoscenti all’interno dell’abitazione dell’odierno indagato Salvatore Buttiglieri, il quale gestiva autonomamente il proprio appartamento, adoperandosi a ricercare, prelevare, accompagnare in loco le varie prostitute alle quali affittare l’abitazione per l’esercizio della prostituzione in cambio di un compenso giornaliero in denaro.

 

Nel corso del biennio di indagini sono stati accertati quasi mille clienti, ciascuno pronto a pagare da un minimo di 50 euro fino a 200 euro per incontri a domicilio. Il numero degli avventori era talmente alto che in alcune circostanze le richieste si accavallano determinando lunghe attese all’esterno degli appartamenti, tre dei quali, ubicati nelle vie centrali di Siderno, sono stati sequestrati.

All’esito delle operazioni, gli arrestati sono stati condotti nelle case circondariali di Reggio Calabria, Locri e Vicenza a disposizione dell’autorità giudiziaria.

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