Sibaritide, emergenza fiume Crati: la Chiesa convoca le istituzioni

Forte iniziativa del Parroco di Thurio-Apollinara a sostegno della popolazione residente che convive con la paura delle sempre più frequenti esondazioni del torrente

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di Matteo Lauria
22 febbraio 2021
15:08

Emergenza Crati: dalla Chiesa parte una forte iniziativa che coinvolge le istituzioni ai vari livelli. Si è fatto interprete dei timori ma, soprattutto, della paura dei residenti che vivono o che hanno imprese agricole e zootecniche ai margini del fiume, il Parroco delle comunità di Apollinara e Thurio (Corigliano-Rossano), Don Cosimo Galizia già autore di una denuncia forte rilasciata al nostro network nel corso di un recente incontro presso la Chiesa di Apollinara. Ha organizzato un incontro urgente presso la comunità di Thurio per giorno 25 febbraio alle ore 17:00, ad un mese esatto dall’ultima esondazione, per discutere dei problemi inerenti la situazione del fiume Crati.

L’obiettivo è individuare «strategie comuni e celeri, che possano concretamente portare ad una soluzione definitiva del problema che riguarda il bacino del Crati - afferma Don Galizia in una nota rivolta alle istituzioni -. Il problema è comune, anche se alla fine i danni e le conseguenze si riversano sulle famiglie dell’ultimo tratto di territorio attraversato, ossia proprio quelle della Parrocchia. La paura con cui la gente di questi territori è costretta a convivere ancora oggi, nonostante gli interventi “tampone” effettuati negli anni e nei mesi scorsi, mi spinge a convocare questo incontro per poter aprire una finestra di dialogo volta al raggiungimento di soluzioni concrete, ma anche perché si possa dare alle persone colpite da questa calamità una speranza e un gesto di vicinanza».


«Ormai non si tratta solo di eventi “eccezionali” e rari - continua il Parroco - ma questa è diventata una realtà che si ripresenta quasi ogni anno, ogni volta che piove con maggiore abbondanza, specie in inverno. A tal proposito, è bene ricordare che ogni esondazione porta con sé molteplici danni materiali alle abitazioni, alle colture e agli allevamenti, ma anche e soprattutto un concreto pericolo per l’incolumità e la vita di quelle famiglie che si trovano coinvolte».

Tra gli invitati: Mons. Giuseppe Satriano Arcivescovo di Bari-Bitonto, Amministratore Apostolico Rossano-Cariati; Mons. Francesco Savino Vescovo di Cassano all’Ionio;  Sac. Giuseppe Straface, Delegato ad omnia Arcidiocesi Rossano-Cariati; S.E. Cinzia Guercio Prefetto di Cosenza; Giovanna Petrocca Questore di Cosenza; Assessore Gianluca Gallo Assessore alle Politiche agricole e sviluppo agroalimentare, Politiche sociali e per la famiglia; Sindaco Flavio Stasi del Comune di Corigliano-Rossano; Sindaco Giovanni Papasso del Comune di Cassano all’Jonio; Sindaco Roberto Ameruso del Comune di Tarsia; Sindaco Luigi Lirangi; del Comune di Terranova da Sibari.

Ancora oggi gli argini sono vulnerabili e vengono monitorati da chi vive da quelle parti e non già da chi dovrebbe. Importante è il ruolo del Comune di Corigliano-Rossano che, a detta dei patrocinatori di un costituendo comitato, è presente sottolineando però la totale assenza della Regione Calabria.  

Giornalista
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