Sibaritide, nuova voragine sulle sponde del Crati: l’allarme dei residenti

Gli argini del fiume presentano nuovi tratti di grave vulnerabilità che causano preoccupazioni alle persone che abitano nelle prossimità, ai proprietari dei fondi e ai produttori agricoli della zona 

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di Matteo Lauria
8 febbraio 2021
09:40
La voragine segnalata che rende vulnerabile l’argine
La voragine segnalata che rende vulnerabile l’argine

Una nuova voragine si è aperta lungo la sponda del Crati, in prossimità della zona in cui nei giorni scorsi ha ceduto l’argine. A segnalare gli ulteriori smottamenti i “guardiani” del Crati, colori i quali vi abitano, i proprietari dei fondi, i produttori agricoli e le famiglie che ormai convivono con la paura oramai da anni.

«Il cedimento di una parte di terreno rende vulnerabile la sponda e alle prime nuove precipitazione il rischio si riproporrà», fa sapere Mario Oliveto – produttore agricolo della zona, tra i promotori di un costituendo comitato che avrà l’obiettivo di monitorare i lavori di messa in sicurezza e di vigilare sui fondi stanziati per le opere di contenimento. Tra le battaglie, inoltre, anche la richiesta di risarcimento per i danni subiti nel 2018 i cui fondi non sono stati mai erogati. Nel frattempo, però, il Crati continua a rappresentare una minaccia costante e gli organismi preposti, dopo l’intervenuto tampone e della parziale massicciata dei giorni scorsi, pare siano scomparsi dai luoghi di rischio, eccezion fatta per il Comune di Corigliano-Rossano il cui personale è presente.


«La grande assenza, continua Oliveto, è quella della Regione Calabria. Se si continua nell’indifferenza molti produttori cesseranno con l’attività agricola e della zootecnia, e si affideranno al reddito di cittadinanza».  Il messaggio che si trasmette a chi vive da quelle parti è che affinché le istituzioni si accorgano dell’emergenza in corso debba necessariamente esondare il Crati, altrimenti tutto ritorna alla solita routine. «Qui è a rischio la vita delle persone, tuona Oliveto, il futuro delle imprese agricole, l’incolumità di intere famiglie». Parte, dunque, da quelle zone (Thurio, Ministalla, Apollinara e Contrada Foggia e Sanso) un nuovo grido di allarme, di contrasto all’indifferenza e di un richiamo al senso di responsabilità delle istituzioni. Intanto, in queste ore, sono riprese le precipitazioni piovane e la paura torna prepotentemente.

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