Nardodipace, il sindaco Demasi: «Dallo Stato solo silenzio»

Il primo cittadino del comune più povero d’Italia ha lanciato un accorato appello al presidente Oliverio per rilanciare lo sviluppo del piccolo centro

di Redazione
23 aprile 2018
13:00
Antonio Demasi
Antonio Demasi

«Nardodipace è stato, e lo è tuttora, il paradigma delle zone interne della Calabria. Sembra che qui si siano dati appuntamento tutti i fattori negativi di questa regione».
Non usa mezzi termini il sindaco Antonio Demasi, che in queste ore ha rivolto al governatore Oliverio un accorato appello per accendere i riflettori sulle numerose problematiche del paese più povero d’Italia.

 

Lo scioglimento per mafia

«Nardodipace – si legge nella lettera - oggi ha anche la medaglia di paese mafioso, per avere subito, consecutivamente, due scioglimenti del Consiglio Comunale per infiltrazioni mafiose», a cui si aggiunge «l’inevitabile dichiarazione di dissesto finanziario dovuto ad una gestione non certo oculata delle finanze del Comune».

 

Dallo Stato solo silenzio

Demasi ha evidenziato come la risposta dello Stato alle numerose criticità più volte segnalate sia stato «il silenzio, mentre era necessario che si ponesse mano a tutta una serie di interventi volti alla realizzazione di un progetto di ricostruzione economica e sociale, oltre che culturale, di una intera comunità che in silenzio invocava aiuto. A tutt’oggi non si vede alcun segnale che vada verso questa direzione».

 

Una comunità che reagisce

In risposta al silenzio lamentato, il sindaco ha proposto di «organizzare tutte le residue energie positive esistenti sul territorio e tutti i fattori positivi di questa comunità, per contrastare ogni forma di illegalità e ogni forma di abbandono, che messi insieme rappresentano il terreno di coltura delle organizzazioni criminali e una forte spinta verso lo spopolamento del territorio comunale».

 

Il programma di sviluppo

Alla luce di quanto esposto, Demasi ha ribadito la necessità di predisporre un programma di sviluppo del territorio incentrato su agricoltura, forestazione, agroalimentare, turismo e beni culturali ed ambientali. Temi che «potrebbero assolvere la funzione di frenare l’emorragia dell’emigrazione e rappresentare la base culturale, sociale e strutturale su cui impiantare il programma».
Proprio per avviare i progetti in questione, Demasi ha concluso richiedendo un incontro urgente al presidente Oliveiro, affinché non si intervenga «quando il malato è già morto».

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