Sorpresa: è Pfizer il vaccino che fa registrare più reazioni avverse. I dati dell’Aifa

Secondo il rapporto i casi gravi rappresentano una percentuale estremamente bassa rispetto al totale delle persone che si sono sottoposte all’inoculazione

di Alessia Principe
26 aprile 2021
22:08

I dati sui vaccini continuano a rassicurare la popolazione e soprattutto a sfatare il (brutto) mito nato intorno al preparato di Oxford, l’AstraZeneca, che ha portato in salvo il Regno Unito in cui il Covid è stato dichiarato endemico e non più pandemico.

I dati Aifa

I dati pubblicati sul sito dell’Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa) nel terzo rapporto di farmacovigilanza sui vaccini Covid-19 parlano chiaro: le segnalazioni giunte al servizio di farmacovigilanza riguardano soprattutto, non tanto il sorvegliato speciale AstraZeneca, ma il Pfizer (che insieme al Moderna non contiene virus depotenziato ma agisce tramite l’Rna messaggero). L’81% delle segnalazioni porta in causa il farmaco americano che risulta il più usato (rappresenta il 77% delle dosi somministrate), il 17% l’AstraZeneca e il 2% il Moderna.


Più benefici che dubbi

Nel Rapporto, il focus sul siero anglosvedese punta sui famosi casi di trombosi che hanno portato allo stop momentaneo delle somministrazioni in alcuni Stati europei. Fra i vaccinati con AstraZeneca (1,6 milioni) dopo due settimane dall’iniezione, ci sono stati 7 casi (tra cui due morti) di trombosi dei seni venosi intracranici e 4 casi (con 2 decessi) di trombosi di più vasi sanguigni in sede atipica, sui 24 inseriti nello stesso periodo nella rete di sorveglianza europea.

Allargando la visuale ai tre vaccini attualmente distribuiti (ad eccezione del Johnson per cui non ci sono ancora dati), sono state 46.237 le segnalazioni ricevute su un totale di 9.068.349 dosi somministrate, con un tasso di segnalazione di 510 ogni 100mila dosi. Gli eventi insorgono prevalentemente lo stesso giorno della vaccinazione o il giorno successivo (87% dei casi) Per tutti i vaccini gli eventi avversi più segnalati sono febbre, cefalea, dolori muscolari/articolari, dolore in sede di iniezione, brividi e nausea.

«Più casi tra donne»

A soffrire di effetti collaterali sono soprattutto le donne. Secondo il Report dell’Aifa questo sarebbe dovuto a vari fattori (ad esempio una diversa esposizione ai vaccini), tra cui uno bizzarro (e assai poco scientifico): «La maggiore sensibilità delle donne alla segnalazione». Secondo l’Aifa, oltre a una risposta immunitaria più forte rispetto agli uomini, nelle donne ci sarebbe anche una propensione caratteriale che prescinde da qualsiasi parametro scientifico e che le porterebbe a essere abbastanza puntigliose. 

 

 

 

Giornalista
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