Ospedale di Soveria, il comitato si schiera in difesa della struttura sanitaria

Il presidente Antonio Madia: "Nel servizio si è fatto trasparire che nel pronto soccorso “non c’è nessuno” quando quella mattina sono stati effettuati 17 accessi"

di Redazione
19 marzo 2019
14:26

In merito al servizio realizzato sull'ospedale di Soveria Mannelli, riceviamo dal Comitato Pro Ospedale del Reventino e pubblichiamo la seguente nota a firma del presidente Antonio Madia: "Sulle leggi che regolano gli ospedali di montagna, non ultimo il decreto 64 del commissario ad acta, puntualizziamo che: tali leggi regolano i Pronto Soccorso di queste strutture come OBI, con annessa guardia attiva di anestesia. Nel servizio si è fatto trasparire che nel pronto soccorso “non c’è nessuno” quando quella mattina sono stati effettuati 17 accessi. Basta vedere gli accessi medi giornalieri che sono quasi 30 per un totale di circa 10.000 accessi l’anno; far trasparire che gli operatori dell’emergenza “bivaccano” quando per legge erano dentro la loro postazione, per come evinto nel servizio, non trova fondamenti etici inopportuni o illegali; l’intervista rilasciata all’operatore con telecamera “nascosta” con sottotitoli non evince anche in questo caso difformità di servizio, in quanto le risposte sono logica conseguenza delle direttive sull’emergenza. La giornalista, inoltre, parla di un reparto di Oncologia vuoto. In effetti svolge come per direttive commissariali e dell’atto aziendale la sua funzione esclusivamente il venerdì, e in quella data l’oncologo è stato presente. Il reparto di Medicina Interna era pieno nella sua possibilità di ricoveri e in Pediatria c’erano circa 15 bambini. Il laboratorio analisi lavorava con tutte le unità a pieno ritmo e il reparto dialisi, vi erano 6 pazienti, quanto ne prevede l’atto aziendale in cura di emodialisi".

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Fin qui la nota a firma del presidente del Comitato Pro Ospedale del Reventino. Tuttavia, preme sottolineare che l'Azienda sanitaria provinciale a seguito del citato servizio televisivo ha avviato un'indagine interna con la richiesta di una relazione tecnica al responsabile del presidio per far luce sulle inefficienza. L'Asp finora non ha inteso replicare o smentire quanto emerso nell'inchiesta, restiamo, dunque, in attesa di conoscere l'esito dell'indagine interna.

 

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