Spoke di Paola-Cetraro, con il direttore Cesareo indagate altre 5 persone tra cui figlio e nipote

VIDEO | Otre ai due parenti del dirigente medico accusato di peculato e truffa, coinvolti anche il dipendente di una ditta di pulizie, un'infermiera dell'ospedale di San Giovanni in Fiore e un ex ds. Tra le accuse la distruzione di alcuni documenti e le ingerenze in un bando per l'assunzione di personale 

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di Francesca  Lagatta
16 gennaio 2021
11:16
Vincenzo Cesareo
Vincenzo Cesareo

Sono altre cinque le persone coinvolte nell'inchiesta della procura di Paola che ha portato alla sospensione del direttore dello spoke Cetraro-Paola, Vincenzo Cesareo. Si tratta di Franco Tripicchio, Rosa Olivito Spadafora, Giuseppe Maio, Valerio Cesareo e Nicola Lucieri. Questi ultimi due, sono parenti del medico cetrarese: il primo è uno dei tre figli, il secondo è il nipote, figlio della sorella. Come annunciato dalla procura guidata dal magistrato Pierpaolo Bruni, le indagini sono ancora in corso e potrebbero portare al coinvolgimento di ulteriori soggetti. Secondo gli inquirenti, infatti, Vincenzo Cesareo, dal 2012 alla guida dello spoke, tranne per una breve periodo nel 2017, avrebbe agito con la complicità di altre persone.

Le accuse

Valerio Cesareo, 32 anni, Nicola Lucieri, 39,  e Giuseppe Maio, 53, sono finiti negli atti di indagini per quanto concerne un avviso pubblico per l'assunzione di 20 operatori sanitari e operai addetti al servizio pulizie e igiene dell'Asp, pubblicato nel bel mezzo dell'emergenza sanitaria della scorsa primavera. Secondo gli inquirenti, gli indagati, a vario titolo, avrebbero turbato il procedimento.


Olivito Spadafora, 50 anni, in concorso con Vincenzo Cesareo avrebbe distrutto o fatto sparire alcune ricette mediche. La donna lavora come infermiera all'ospedale di San Giovanni in Fiore, uno dei tre ospedali gestiti dal dirigente medico finito nelle maglie della giustizia.
Tripicchio sarebbe finito sotto la lente degli investigatori poiché beneficiario di una falsa attestazione inserita in un referto medico stilato al pronto soccorso del nosocomio Gino Iannelli.

L'inchiesta

L'inchiesta fa leva principlamente sul presunto uso improprio da parte del medico dell'auto di servizio, poi si estende a diversi settori. Nei mesi di intercettazioni e pedinamenti, gli inquirenti avrebbero notato diverse condotte fraudolente. Tra queste, il principale indagato, Vincenzo Cesareo, avrebbe sottoposto numerose persone a tampone nasofaringeo senza criterio, mentre nelle ultime settimane avrebbe somministrato quattro dosi di vaccino a parenti e amici che non rientrano nelle categorie a rischio. Ha fatto grande scalpore anche un particolare episodio contenuto negli atti dell'inchiesta: invece di partecipare a una riunione sull'emergenza Covid, Cesareo preferì andarsene in gita con l'amante. Per lui l'interrogatorio di garanzia è stato fissato per il prossimo lunedì.

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