Stagionali introvabili, i sindacati: «Gli imprenditori propongano contratti regolari»

VIDEO | Questa mattina iniziativa dell'Usb a Catanzaro: «Abbiamo organizzato servizio navette per accompagnarli ai centri per l'impiego e per fargli constatare quanta gente esiste bisognosa e in cerca di lavoro»

di Luana  Costa
13 giugno 2021
15:20

«Il problema di base non è che non ci sono gli stagionali ma che non si sono i contratti per gli stagionali. Non ci sono le tutele e condizioni minime di lavoro». Lancia il guanto della sfida Giuseppe Ranieri, responsabile Usb - federazione del Social - oggi sul lungomare di Catanzaro nell'ambito di una iniziativa di sensibilizzazione sui presunti effettu nefasti del reddito di cittadinanza che avrebbe reso introvabili i lavoratori stagionali. Una narrazione "tossica" per i sindacalisti che rispondono con un pizzico di ironia.

Servizio navette

«Noi porgiamo la mano a questo grido di dolore di questi imprenditori calabresi i quali sostengono di non riuscire a trovare gli stagionali, quasi come se fossero una categoria aleatoria. Abbiamo offerto questo servizio navetta per accompagnarli in tutti i centri per l'impiego per fargli constatare quanta gente esiste bisognosa e in cerca di lavoro, a dimostrazione del fatto che chi cerca trova. Il problema di base è che per andare in un centro per l'impiego bisogna portarsi dietro una proposta di contratto ed è qui che casca l'asino».


Contratti irregolari

La misura della discordia prevede infatti l'annullamento del reddito nel caso in cui il lavoratore rifiuti almeno tre offerte di lavoro: «I datori di lavoro non preferiscono rivolgersi ai centri per l'impiego - spiega Domenico Cortese, Usb Vibo Valentia - perché poi sarebbero costretti o indotti a fare contratti regolari. Il modo in cui i datori di lavoro cercano personale è o per amicizia o attraverso annunci sui social».

Ricatto occupazionale

Un settore che finora ha vissuto nell'abisso del lavoro nero e dello sfruttamento su ricatto: «Ho fatto per sette, otto anni lo stagionale - conferma Giuseppe Ranieri - e sono condizioni che ho vissuto sulla mia pelle. Contratti inesistenti, accordi presi in maniera verbale che prevedono otto ore di lavoro che poi diventano undici, dodici salvo poi arrivare a fine stagione e dire: "Guarda non è andata bene la stagione ti dobbiamo 100, 150 euro in meno". Trattengono sullo stipendio anche la bottiglietta d'acqua quando devi andare a piantare gli ombrelloni sotto il solleone». «Le mansioni non sono univoche - aggiunge Domenico Cortese -. Io lavorando in hotel o bed and breakfast mi è capitato di fare il receptionist che l'uomo delle pulizie».

Giornalista
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