L’inchiesta

Tangenti alla dirigente Miur, arrestato Bianchi editore dell’agenzia Dire: tra i regali auto, fitto di casa e soldi

L'imprenditore è indagato per corruzione insieme a Giovanna Boda, reggente dell'Ufficio scolastico regionale della Calabria. Nell'aprile scorso la donna tentò di togliersi la vita: «Ho sempre servito lo Stato con rigore e onestà»

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di Redazione
10 settembre 2021
10:53
Giovanna Boda (foto wikipedia e miur) e Federico Bianchi (foto fb)
Giovanna Boda (foto wikipedia e miur) e Federico Bianchi (foto fb)

Arrestato nelle scorse ore Federico Bianchi di Castelbianco, presidente della Società italiana di ortofonologia, editore dell'agenzia di stampa Dire. Il provvedimento rientra nell'inchiesta della Procura di Roma su presunte tangenti a Giovanna Boda, dirigente di prima fascia e capo del Dipartimento delle Risorse umane al Ministero dell'Istruzione, nonché reggente dell'Ufficio scolastico regionale della Calabria. Bianchi è indagato, insieme alla 47enne, per corruzione in concorso, rivelazione e utilizzazione del segreto istruttorio, con altre persone.

La misura di custodia cautelare, insieme ad altri due arresti, è stata eseguita dai militari della Guardia di Finanza del Nucleo Speciale Polizia Valutaria di Roma, su ordinanza del giudice delle indagini preliminari del Tribunale. In particolare, scrive  Il Messaggero, ai domiciliari sono finiti Valentina Franco e Fabio Condoleo, dipendenti di Bianchi, ma collaboratori della Boda: erano la segretaria e l'autista.


L'inchiesta sulle tangenti al Ministero dell'Istruzione

In base a quanto emerso in sede d'indagine, Bianchi e Boda sono ritenuti presunti responsabili di corruzione, il primo avrebbe offerto 679mila euro tra soldi e benefit in cambio di appalti al ministero dal valore di 23 milioni di euro. Tra i regali anche auto di lusso, contanti, lezioni di violino finanche lo stipendio della colf e l’affitto dell’appartamento dove abitavano i genitori.

Nella scorsa primavera Giovanna Boda era rimasta scossa a seguito di alcune perquisizioni effettuate dalle forze dell’ordine nel suo appartamento e nel suo ufficio. Tentò di togliersi la vita gettandosi dal secondo piano di un palazzo in Piazza della Libertà a Roma. Le professionista venne poi soccorsa e trasportata con urgenza al Policlinico Agostino Gemelli di Roma. Tramite il suo legale ha dichiarato: «Le accuse a me rivolte mi hanno sconvolto. Non chiedo compassione, ma rispetto per l'umiliazione e il dolore che mi sono stati inflitti. Ho sempre servito lo Stato con rigore e onestà: ho chiesto di essere interrogata proprio per chiarire la mia posizione».

 

 

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