Il futuro delle Terme Luigiane nelle mani della Regione Calabria

Ora l'ente guidato da Mario Oliverio valuterà la proposta dei sindaci di Guardia Piemontese e Acquappesa ovvero una sub-concessione che consenta ai privati di investire e il pagamento delle acque termali da versale nelle casse comunali

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di Francesca  Lagatta
21 gennaio 2019
19:51

Niente proroga biennale, ma una sub concessione che consenta ai privati di investire in tutta tranquillità, e il pagamento delle acque termali, chiaramente a prezzo di favore, da versare nelle casse dei Comuni di Guardia Piemontese e Acquappesa, concessionari dei beni naturali di proprietà della Regione. È questa la proposta avanzata dai sindaci Vincenzo Rocchetti e Giorgio Maritato, che nel pomeriggio di oggi hanno avuto un incontro con i tecnici della Cittadella a Catanzaro per scongiurare la chiusura definitiva delle Terme Luigiane.

Lo scontro con Giuseppe Aieta

L'incontro è cominciato introno alle 15:30 e avrebbe dovuto presiederlo il consigliere regionale Giuseppe Aieta, ma non si è presentato. Dagli ambienti hanno fatto intendere che fosse fuori sede, ma la verità la racconta lo stesso Aieta dalla sua pagina facebook. «Caro Sindaco - dice rivolgendosi a Giorgio Maritato, che pubblicamente ne ha sottolineato l'assenza -, non è corretto dire che la politica era assente perché proprio tu hai richiesto un incontro esclusivamente tecnico. Ed io che ho rispetto per le Istituzioni ho ritenuto non far prevalere il mio sacrosanto diritto di partecipare in quanto delegato dal Presidente al fine di agevolare un approfondimento della questione che portasse ad una soluzione immediata. Spero solo che la vicenda si concluda al più presto per tutelare i lavoratori e non interrompere un servizio pubblico. Tanto dovevo per amore della verità!».

Un nuovo incontro fra una settimana

Avranno tempo per chiarirsi Giuseppe Aieta e i rappresentanti della politica locale, poiché dopo l'incontro prettamente tecnico di oggi, ci sarà un nuovo incontro, previsto per martedì per il 29 gennaio. Già in quella occasione, hanno assicurato dalla Regione, potrebbero arrivare delle risposte ben precise.

Speranze ancora in vita?

Si apre dunque uno spiraglio per i 250 lavoratori licenziati lo scorso 31 dicembre e che questa mattina hanno messo in atto una simbolica protesta davanti alla sede municipale del Comune di Guardia Piemontese, impedendo all’ormai ex società di gestione, la Sa.Te.Ca. Spa, la consegna delle chiavi del parco termale. Nei prossimi giorni si attendono le reazioni della famiglia Ferrari, che però sarebbe stanca delle continue incertezze e potrebbe cedere il posto a nuovi gestori da individuare mediante bando pubblico. Il che farebbe saltare 70 anni di storia e rinvierebbe la riapertura del parco termale di molti mesi.

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